Spettacoli in Emilia-Romagna
Le nozze di FigaroLe nozze di Figaro
“Le nozze di Figaro" firmate Martone
Al Teatro Comunale di Bologna fino al 28 giugno il capolavoro mozartiano
26 giugno 2012
Cari ascoltatori, pochi giorni ancora per vedere al Teatro Comunale di Bologna “Le nozze di Figaro”, il capolavoro mozartiano presentato nell’allestimento del Teatro San Carlo di Napoli e con la pregiata regia di Mario Martone. La “commedia per musica in quattro atti” è tratta, come si sa, da “Le mariage de Figaro” di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais ed è la prima, nell’ordine di composizione, della trilogia dapontiana del genio di Salisburgo. Mario Martone l’ha allestita nel 2006, ponendola invece al termine del suo percorso mozartiano, che aveva già visto, in precedenza, la produzione di “Così fan tutte” nel 1999 e “Don Giovanni” nel 2002.
Con l’opera, che ha aperto le celebrazioni mozartiane del teatro napoletano, nel 250° anniversario della nascita del grande musicista e compositore (1756), Martone ha confermato il suo grande talento di regista d’opera, imponendo proprio il suo lavoro registico (che solitamente, nella lirica, viene considerato fra le ultime componenti in gioco) come l’elemento che determina e guida anche lo stesso aspetto musicale. Questo ovviamente non per sminuire l’impegno ed il talento di cantanti ed orchestra, che in questo allestimento bolognese saranno diretti da Michele Mariotti, alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna, e che vede, nei ruoli principali, cantanti come Simone Alberghini (Il Conte d’Almaviva), Carmela Remigio (La Contessa d’Almaviva), Cinzia Forte (Susanna) e Nicola Ulivieri (Figaro).
Nel suo lavoro, Martone riduce al minimo gli orpelli e le galanterie settecentesche. Gli elementi scenici sono pochissimi: sul palcoscenico nudo è posto un tavolo in preparazione, che nel terzo atto sarà quello sul quale si celebrano le doppie nozze. Sul fondo, due rampe di scale, che si fronteggiano simmetricamente, conducono a una terrazza, ma, spostandosi verso il proscenio, disegneranno, nello svolgimento dell’opera, un interno di giardino, luogo nel quale avvengono gli equivoci previsti dalla vicenda.
L’impatto scenico dell’opera è amplificato però, come del resto era stato nei due precedenti allestimenti mozartiani di Martone, dalla presenza di due pedane, che dal proscenio si allungano ad avvolgere il golfo mistico, e che, per mezzo di scalette, consentono l’accesso alla platea. Molte scene si svolgono così sulle pedane e spesso gli interpreti entrano od escono dal fondo della platea, cantando alcune famose arie a contatto ravvicinato col pubblico.
E’ di grande rilievo, quindi, l’efficacia teatrale di questo allestimento, che asseconda e insieme rafforza lo spirito originario dell’opera, mentre assegna un valore prioritario alla parola, con un lavoro meticoloso dedicato alla dizione e al fraseggio.
| Note | A cura di Marina Leonardi |
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