Spettacoli in Emilia-Romagna

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A Parma il Riccardo III del Teatro Due

Fortunato debutto della compagnia che si confronta di nuovo con Shakespeare

30 aprile 2010

Ha debuttato  in prima nazionale a Parma, la nuova produzione della Fondazione Teatro Due, il Riccardo III  di William Shakespeare. Lo spettacolo è diretto e interpretato da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler ovvero  il nucleo storico dell’Ensemble di attori della compagnia di Parma che, con questo allestimento che resterà in scena fino al 9 maggio, torna a ribadire l’interesse per l’autore inglese. Con Riccardo III, Teatro Due giunge alla sua dodicesima produzione shakespeariana e questo perchè, spiegano gli attori: ogni volta che scegliamo di affrontare un testo, lo facciamo sulla base di un’onda emotiva che evidentemente ci trova in sintonia con l’opera di Shakespeare.

In questa occasione Tatro Due ha uno dei  testi più emblematici ed attuali del grande autore, una riflessione acuta sul potere dalla quale emerge l´idea che la virtù morale di un governante condizioni direttamente la salute dello stato.

Per riuscire a sentire e poi a trasmettere questa morbosa forma di dominio, chiuso nei conflitti e negli interessi di un orizzonte ristretto, pur se intrecciati con gli interessi del mondo, gli attori hanno deciso di “abitare” la scena.

In uno spazio scenico chiuso, organizzato per un racconto che mostra come la vicenda politica dei due rami di un’unica famiglia, ossessionata dai suoi interessi, porti ad una forma di inutile lotta senza dialettica, gli attori fanno vivere in scena i personaggi per tutta la durata dello spettacolo.

Così ciò che si vive nella quotidianità della sopraffazione, si manifesta, sotto la lente impietosa del teatro, come un manicomio, abitato da una società malata, nella quale le deformità più trasgressive e mostruose si alimentano affondando nell’indifferenza.

“Nelle parole del testo – affermano gli attori - abbiamo cercato le motivazioni e la necessità per vivere lo spazio scenico con la stessa continuità che caratterizza la nostra presenza fuori dalla scena, nella vita. Il Teatro altro non è che un frammento reale della nostra esistenza. Così recitiamo in una posa mentale scomposta: con una gamba restiamo nelle quattordici ore di vita quotidiana  e con l´altra nelle due ore di vita sul palcoscenico, e in questa posizione scomoda, ma tenuta ironicamente, noi viviamo sulla scena. Siamo di qua e di là al  tempo stesso. Tutti raccontiamo la storia. E diventiamo così quella che è l’idea di un narratore collettivo, ossia un narratore sbriciolato nei vari personaggi che si raccontano”.

Appuntamento a Parma quindi col Riccardo III

Per informazioni: 0521 208088

http://www.teatrodue.org/splash.php

NoteA cura di Marina Leonardi
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