Spettacoli in Emilia-Romagna
Francesco GucciniFrancesco Guccini
Piccola città bastardo posto…
Francesco Guccini festeggia i 70 anni con un concerto nella “sua” Modena
25 giugno 2010
Cari ascoltatori, non fate accenno al suo settantesimo compleanno perché Francesco Guccini non ha molta voglia di festeggiare. Ma, il concerto del cantautore in Piazza Grande a Modena, che cadenon troppi giorni dopo il suo genetliaco il 14, se non per lui, è una festa per tutti i modenesi. In effetti fa venire un po’ la pelle d’oca, come si dice da queste parti, pensare che quel Guccini del Piccola città bastardo posto che state ascoltando di sottofondo, che come tutti ben sappiamo è riferito alla sua città natale e cioè Modena, suonerà dritto sotto la Ghirlandina. In tanti anni di carriera non era mai successo. Guccini si è esibito al Palasport, alla Festa dell’Unità, luoghi asettici senza particolari connotazioni. Invece il concerto promosso dal Comune di Modena e organizzato da Studio’s per il 30 giugno in piazza Grande potrebbe suonare (e scusate il gioco di parole) come una riappacificazione tra il grande cantautore e la città dove è nato e ha vissuto 15 anni, qualche mese nel 1940 e poi dal 1945 al 1959 come potete leggere nella biografia qui a fianco. Guccini porterà la sua musica in quella città che l’ha visto scrivere le sue prime canzoni, che l’ha visto frequentare il mitico Caffè Grande Italia luogo di ritrovo dei musicisti beat degli anni ’60, che l’ha visto esibire in improbabili band dai nomi più strani.
Nonostante Guccini suoni ormai da quarant’anni il suo pubblico è estremamente variegato e composto in grande parte da ragazzi. Sarà forse perché, come dice il grande Dario Fo: “Nella sua opera c’è un discorso interminabile sull’ironia, sull’amicizia, sulla solidarietà”. Tutti temi che stanno a cuore all’universo giovanile oggi come ieri.
I festeggiamenti di Guccini coinvolgeranno poi l’intera città e come già successo per altre celebrazioni, nei negozi del centro storico le vetrine saranno dedicate al cantautore con immagini, libri e dischi.
E vediamo una breve biografia di Guccini
Francesco nacque al 22 di via Domenico Cucchiari a Modena, il 14 giugno 1940. Sua mamma si chiamava Ester Prandi e suo papà Ferruccio Guccini. Il cantautore aveva pochi mesi quando il padre fu chiamato alle armi e lui e la madre andarono a vivere presso i nonni paterni, a Pàvana, sull'Appennino Tosco-Emiliano.
La fine della guerra lo riportò a Modena, qui Guccini trascorse la sua adolescenza; dopo la scuola dell'obbligo, frequentò l'istituto magistrale diplomandosi nel 1958. Collaborò alla Gazzetta di Modena coprì il ruolo di cronista. Furono questi anni intensi per la sua formazione culturale e musicale: nacquero in questo contesto le storie delle sue canzoni che guardano alla società e al quotidiano. Nel 1959 si trasferì a Bologna.
Gli esordi artistici lo videro cantante e chitarrista nel gruppo di cui facevano parte Pier Farri (che divenne in seguito il suo produttore) e Victor Sogliani (futuro componente dell'Equipe 84). Si chiamarono Hurricanes, poi Snakers ed infine I Gatti. Quest'ultima formazione, dopo essersi unita a quella dei Giovani Leoni di Maurizio Vandelli, nel 1964 diede vita alla ben più nota Equipe 84. Guccini rifiutò di entrarvi per continuare gli studi, tuttavia la sua evoluzione artistica iniziò proprio da qui: cominciò ad interessarsi al beat e compose canzoni come Auschwitz ed È dall'amore che nasce l'uomo, portate al successo dall'Equipe 84.
Si distinse anche per il lavoro di pubblicitario nell'ambito del Carosello insieme a Guido De Maria, anche lui modenese, collaborando agli slogan dell'Amarena Fabbri e fece conoscere al grande pubblico, sempre grazie al Carosello, un altro grande modenese il vignettista Bonvi.
Siamo solo a metà degli ’60 e siamo ancora agli inizi. Non basterebbe una intera trasmissione per raccontare i tantissimi successi di Francesco Guccini, praticamente uno ad ogni album.
Ne citiamo alcuni da Folk Beat N. 1 del 1967 a Radici del 1972, da Stanze di vita quotidiana del 1974 a via Paolo Fabbri 43 del 1976, da Amerigo del 1978 a Guccini del 1983, da Fra la via Emilia e il West del 1984 a Quello che non… del 1990, da D’amore, di morte e di altre sciocchezze del 19996 a Stagioni del 2000 a Ritratti del 2004 a Francesco Guccini anfiteatro live del 2005.
Alla produzione musicale Guccini ha affiancato una feconda attività editoriale, ricordiamo alcuni titoli tra i tanti: Cròniche Epafániche (1989), Vacca d'un cane (1993), La legge del bar e altre comiche (1996), Cittanòva blues (2003), L'uomo che reggeva il cielo (2005), Non so che viso avesse - La storia della mia vita (2010).
| Note | A cura di Marina Leonardi |
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