Spettacoli in Emilia-Romagna

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Ravenna Festival 2009

XX edizione

12 giugno 2009

Concerti di musica di vario genere, spettacoli di danza, opere, incontri, in tutto 35 appuntamenti  dal 14 giugno al 18 luglio.  Parliamo della ventesima edizione del  Ravenna festival, una kermesse di spettacoli legati, come da tradizione,  da un filo conduttore che quest'anno è la preghiera.  L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Ravenna Manifestazioni che comprende enti pubblici tra cui Regione Emilia-Romagna, Comune e Provincia di Ravenna, Fondazioni bancarie, e associazioni di industriali e commercianti, oltre ai numerosi sponsor locali. E’ una iniziativa che coinvolge tutta la città ma che valica anche i confini provinciali in alcuni spettacoli. E qui su Radioemiliaromagna cercheremo di proporvi gran parte degli spettacoli,  a partire dalle prossime settimane, perché anche voi possiate  ascoltare  una delle programmazioni più interessanti del nostro territorio, con tante interviste  agli interpreti.  E passiamo subito al programma..

Intervista Franco Masotti condirettore del Ravenna Festival

“lâ ilahâ illâ”. Nenia, comandamento, parola danzante: un suono dolce che tutti ci accomuna: non c’è altro Dio che Dio. E’ la preghiera il cuore pulsante  di Ravenna Festival 2009, quell’anelito che, al di là di ogni credo, sale dall’anima di ogni uomo e che viene a segnare questa ventesima edizione come approdo di un percorso che sempre ha cercato di indagare la dimensione spirituale e di pronunciare l’indicibile, gettando lo sguardo al di là delle diversità culturali e religiose. Vent’anni che, dal 14 giugno al 18 luglio, si raccolgono attorno al versetto del poeta mistico sufi del Duecento Maulana Gialal ad-DinRumi: “Quando ti sento arrivare il mio cuore danza, le mie braccia si aprono”. Lo stesso poeta cui è dedicato uno degli appuntamenti centrali del cartellone: il nuovo spettacolo di teatro musicale di Robert Wilson, Rumi. In the blink of the eye, per la prima volta in Italia, che esplora il senso del divino ben oltre la religione. Come del resto fanno i Monaci buddhisti del Tempio Shaolin che, coniugando l’antica danza guerriera, nata in Cina 1500 anni fa ai piedi del monte sacro Son Shang, alla fertile curiosità del coreografo e danzatore Sidi Larbi Cherkaoui, portano in scena Sutra, preghiera appunto.

La dimensione spirituale si apre però alla gioiosa e popolare aria di festa che si impone in uno dei musical di maggiore successo degli ultimi anni: Mamma Mia!, allestito sulle travolgenti canzoni degli ABBA con la raffinata regia dell’anglosassone Phyllida Lloyd. Per poi tornare ad innervare di sé anche gli spazi più “tradizionali” del cartellone, come quello sinfonico: Christoph von Dohnanyi dirige l’Orchestra dell’Opera di Parigi nell’Offertorio della russa Sofia Gubaidulina e nella Quinta di Cajkovskij, mentre Pierre Boulez con l’Orchestre de Paris interpreta la Sinfonia dei Salmi di Stravinskij e la Messa Glagolitica di Janácek. Centrale rimane sempre la presenza di Riccardo Muti che, oltre al consueto concerto con l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino per le “Vie dell’Amicizia” – la meta è quella stessa Sarajevo che nel ’97 segnò l’inizio di questa straordinaria avventura di pace -, salirà sul podio della “Cherubini” proseguendo nel percorso mirato alla riscoperta della Scuola napoletana del Settecento con il Demofoonte, opera di Jommelli in scena al Teatro Alighieri, e con la Missa Defunctorum di Paisiello nella suggestiva cornice della Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Al di fuori poi di ogni facile classificazione si incontrano sullo stesso palco due grandi della tastiera: Lang Lang ed Herbie Hancock.

La danza riveste un ruolo di primo piano: con Matthew Bourne, anticonvenzionale come sempre nella rilettura del mito moderno di Dorian Gray, in prima italiana; con una delle principali compagnie della scena contemporanea statunitense, l’Hubbard Street Dance Chicago; poi con Virgilio Sieni che, con Oro, costruisce per il Festival un percorso poetico in 4 piéces, incentrate sulla preziosità del gesto come evocazione del tempo; e, infine, con un grande “gala” dedicato a Maja Plisetskaja, con étoiles e solisti del Teatro Bolshoi di Mosca ed il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.
Mentre la tensione mistica si scioglierà nel raccoglimento della preghiera con le liturgie domenicali, in un itinerario musicale che dalle più antiche messe su cantus firmus giunge fino alle arie sacre di Händel.

NoteA cura di Cinzia Leoni