Spettacoli in Emilia-Romagna

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Un tram che si chiama desiderio

Prima nazionale al Teatro Storchi di Modena per la nuova produzione di Ert diretta da Antonio Latella

14 febbraio 2012

Cari ascoltatori andiamo insieme ad assistere al debutto assoluto al Teatro Storchi di Modena di Un tram che si chiama desiderio, una produzione di Emilia Romagna Teatro Fondazione e del Teatro Stabile di Catania.

A portare sulle scene dal 16 al 19 febbraio il capolavoro di Tennessee Williams nella traduzione di Masolino D’Amico è Antonio Latella regista molto apprezzato di fama internazionale. Il testo, scritto dal drammaturgo statunitense nel 1947 è noto al grande pubblico grazie al lungometraggio di Elia Kazan di cui sono protagonisti Marlon Brando e Vivien Leigh.

Blanche, la protagonista femminile di Un tram che si chiama desiderio, nel lavoro di Latella è interpretato da Laura Marinoni che con Latella ha già lavorato nel 2007 in Le lacrime amare di Petra Von Kant di R.W. Fassbinder, spettacolo con il quale ha vinto il premio Eleonora Duse. Il pubblico ricorderà la Marinoni tra le interpreti di Le Signorine di Wilko diretta da Alvis Hermanis per Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Accanto alla Marinoni, Vinicio Marchioni attore che si è perfezionato alla scuola di Luca Ronconi e che deve la sua notorietà all’interpretazione de ‘Il freddo’ nella serie televisiva Romanzo Criminale e più di recente al simpatico ruolo del malavitoso intellettuale nel film Scialla di Francesco Bruni.  

Spiega Antonio Latella: “Arthur Miller rimproverava Williams di non immergere i suoi personaggi in un concreto tessuto di circostanze storiche. Io credo che proprio questa sia invece la sua grandezza: svuotando i testi da un contesto storico ha reso i personaggi memorabili, enormi ed universali, sembrano a tratti eroi ed eroine delle grandi tragedie greche, dove l’eroe questa volta accetta la decadenza del vivere quotidiano senza sfidare gli dei, ma lottando con le proprie ossessioni, proprio come fa Blanche, la protagonista del nostro testo, troppo ammalata di vita per riuscire a vivere.
In lei tutto sembra menzogna, finzione, artificio, ma quella maschera tragica è troppo dolorosa per non sgretolarsi e scoprire che l’urlo non è un buco in un volto di argilla ma è uno squarcio dell´anima impossibile da sopportare e che gli unici déi moderni che possono salvarla sono i medici
”.

Info: www.emiliaromagnateatro.com
Tel. 059 2136021

NoteA cura di Marina Leonardi
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