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8 Agosto 2008 | Archivio / Settimana news

Imprese: in Emilia-Romagna l’export ‘salva’ dalla crisi

A cura di Claudia Graziani

8 agosto 2008

Imprese: in Emilia-Romagna l’export ‘salva’ dalla crisi

Tiene l’export dei distretti emiliano-romagnoli,
che affrontano la difficile congiuntura internazionale con una discreta
vivacità, macinando sui mercati esteri prestazioni più brillanti rispetto al Nord-Ovest e al resto del Nord-Est. Nonostante si registrino segnali di rallentamento,
nel primo trimestre del 2008 le esportazioni dell’Emilia-Romagna sono cresciute
del 6,7% (contro il +11% del biennio 2006-2007), mentre l’intera economia
italiana si ferma al 5,4%. E’ quanto emerge dal “Monitor” dei
distretti realizzato dal centro Studi e ricerche di Carisbo. A trainare la
crescita in regione sono, in particolare, le buone performances di alcuni
distretti: le macchine agricole di Reggio Emilia e Modena fanno il 39,5% in più
di export nel primo trimestre, ma vanno bene anche le macchine utensili di
Piacenza (+33,5%), le calzature di San Mauro Pascoli (+26,7%), l’alimentare di
Parma (+10,7%), i ciclomotori di Bologna (+13,1%), la maglieria di Carpi
(+7,9%) e l’abbigliamento di Rimini (+7%). E’ cresciuto, seppure lievemente,
anche il distretto delle macchine per imballaggio di Bologna (+2,1%). Continua
a soffrire invece il comparto delle piastrelle di Sassuolo, con un calo del
5,8% determinato dalle perdite accusate negli Stati Uniti. A determinare la
tenuta dell’export dei distretti emiliano-romagnoli è soprattutto il successo
dei prodotti sui mercati emergenti. Brillanti le performance ottenute in
Russia, Polonia, Cina, Messico, Emirati Arabi ed Egitto. Francia, Usa e
Germania rimangono in ogni caso i principali mercati di sbocco.

Prosciutto di Parma: firmato accordo per un nuovo distretto

Nasce il distretto del
prosciutto. Un accordo di programma tra 34 diversi soggetti pubblici e privati
è stato sottoscritto a Parma. A siglarlo la Regione Emilia-Romagna, la
Provincia di Parma, 18 Comuni, le associazioni di categoria, l’Associazione
intercomunale pedemontana parmense, il Consorzio del prosciutto di Parma, la
Camera di commercio, le rappresentanze sindacali, le due Comunità montane
parmensi e Soprip. L’accordo definisce una serie di atti operativi ed avvia un
modello di governo del settore che coinvolge tutti gli “attori” in campo. Sono
principalmente tre gli ambiti di lavoro comune: la qualificazione e valorizzazione
dell’ambiente in cui la produzione avviene, le scelte urbanistiche e di
pianificazione territoriale comuni agli enti locali interessati, la definizione
delle linee strategiche per lo sviluppo di questo settore dell’agro-alimentare.
In questi tre macro-ambiti sono previste numerose iniziative come interventi in
materia urbanistica, la realizzazione di due aree produttive sovracomunali – a
Pilastro e a Collecchio – dedicate alla filiera di lavorazione della carne
suina, l’individuazione di norme circa le aree produttive già esistenti e la
definizione di sistemi di parificazione tra Comuni; interventi a favore
dell’ambiente concentrati sul potenziamento del sistema fognario e del sistema
di depurazione delle acque; iniziative per l’ulteriore sviluppo e crescita di
tutto il comparto produttivo delle carni suine.

Cervia, i ristoranti lanciano il menu ‘Don Camillo e Peppone’

Un omaggio a allo scrittore Guareschi
attraverso il cibo. E’ l’idea degli organizzatori della rassegna “Cervia,
la spiaggia ama il libro”, per lanciare i menu di “Don Camillo e
Peppone”. Per tutta l’estate, infatti, nei ristoranti della cittadina in
provincia di Ravenna si potranno assaggiare i piatti “poveri”, ma
ricchi di gusto, dei beniamini del “Mondo piccolo”. Dalla minestra col
lardo, secondo la tradizione della bassa emiliana, al salame, quello grosso,
fatto in casa. Immancabile, poi, il culatello, e altri piatti che si trovano
nei libri di Guareschi, come la frittata con cipolle e gli anolini (un primo
piatto che si poteva mangiare sia in brodo che asciutto). Ripercorrendo i
luoghi e le pagine del padre del “Piccolo mondo”, poi, si scopre che
a Guareschi, così come probabilmente ai suoi personaggi più celebri, piacevano
i vini del territorio, a cominciare dal Fortana e dalla Malvasia, per
proseguire col Lambrusco. Fra i piatti, inoltre, non mancano gli spiedini di
pesce, che erano la passione dello scrittore, ma di cui non c’è traccia nei libri,
e altre prelibatezze frutto della moderna immaginazione, come la piadina
romagnola di Peppone, rossa con la falce e martello, e quella di Don Camillo,
bianca e con lo strutto. La sfida all’ultimo piatto sarà naturalmente anche a
base di primi, con strozzapreti tutti rossi “alla Peppone” e
cappelletti o tagliatelle tutte nere “alla Don Camillo”.

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