25 luglio 2011
Dalle acque dell’Adriatico veneto alle colline della Romagna. Potrebbe essere il sottotitolo della mostra “La Biennale e il Campigna. Tracce di artisti tra Venezia e Santa Sofia” che dal 23 luglio al 25 settembre 2011 Santa Sofia (Forlì-Cesena) ospita, presso la Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni”.
Prosegue con questo evento la rivisitazione del ‘Premio Campigna’ avviata in occasione del cinquantenario della nascita di questa significativa manifestazione; questa offre il segno di una determinata volontà culturale volta a mantenere un’esperienza di ricerca e di valorizzazione nell’ambito figurativo.
L’esposizione accoglie opere di ben diciannove affermati pittori italiani che sono stati protagonisti di diverse edizioni del Campigna, soprattutto nella fase iniziale del concorso che fu accompagnato dalla partecipazione attenta e costante di eminenti di critici quali Francesco Arcangeli o Luigi Carluccio dei quali resta qui assai viva la memoria e ai quali la mostra rende omaggio.
Di ciascun artista, accanto ai dipinti che si conservano nella Galleria ‘Stoppioni’ di Santa Sofia, figurano pitture esemplari che rimandano alle partecipazioni alla Biennale veneziana.
Il senso della nuova proposta espositiva ben si delinea e si sintetizza in un passaggio della presentazione, firmata da Orlando Piraccini, nel catalogo della mostra “non si potrà certo parlare di percorsi comunicanti, ma la mostra fa rilevare, questo sì, che v’è stata una diffusione di cultura figurativa dall’internazionale Venezia fin nella piccola capitale d’arte di Santa Sofia, già a partire dagli ultimi anni ’50.
E come non vedere la crescente fortuna nazionale del Campigna per almeno un decennio all’interno di una memorabile ‘stagione dei premi’, che da queste parti è andata oltre la contestazione sessantottina alla Biennale veneziana.
Come non cogliere, insomma, certi riverberi lagunari nei passaggi cruciali della cinquantenaria storia del Campigna in una terra di provincia che ha provato ad essere non provinciale; e questo, in fondo, è un capitolo della storia della cultura e del gusto non remota che si riapre sul fondale del nostro presente”.
Il volume accoglie anche i contributi di Caterina Mambrini e Claudio Spadoni.
L’esposizione, promossa dal Comune di Santa Sofia nell’ambito della cinquantatresima edizione del Premio Campigna, si è avvalsa della collaborazione tecnica e scientifica dell’IBC.
Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it