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18 Luglio 2008 | Archivio / Mei Web Radio

Occhio ai Jang Senato

Tutta la musica sulla Via Emilia

A cura di Andrea Clerici

18 luglio 2008


Nella 14° puntata il vostro Mister Mei vi introduce al mondo degli Jang Senato (Very Minimal Pop’n’Roll Sound)

 

Jang Senato è il progetto di 5 giovani creativi, all’insegna di una costante fusione tra suoni acustici e intromissioni elettroniche. Dall’esordio (febbraio 2007) fino all’ultima stella luccicante di “Respirare”, la loro opera è stata impostata su due aspetti: da una parte si trova la loro proposta per un nuovo cantautorato italiano, al passo con i tempi, dall’altra il perseguimento di quello spirito di ricerca che già li contraddistingueva nelle esperienze precedenti (vedi Daunbailò), quando erano soliti lavorare assieme a grossi calibri del panorama musicale italiano rivolgendo grande attenzione a materiali e macchinari. Anche le loro esibizioni seguono questa apparentemente netta separazione di intenti: la prima parte degli spettacoli si apre con canzoni essenziali, fragili, frangibili, delicate. La loro musica è qui un delizioso ibrido tra strumenti antichi e consumati: manipolazioni d’una macchina con un cuore pulsante, una voce appena sussurrata, rintocchi di percussioni quasi inconsistenti. La seconda parte dei concerti inizia invece all’insegna di un’intenzione più ruvida e “britannica”, in cui farsi largo urgenze di contatto con musiche internazionali di ogni tipo, anche nelle varianti più rumoristiche. Un rock complesso, meditato, che sfugge alle mode e alle definizioni, frutto di una maturità artistica che consente alla band di miscelare con classe atmosfere beatlesiane e richiami etnici, i quali, per quanto a tutt’oggi siano passati in sordina a fronte di esigenze più nuove, appartengono profondamente allo spirito e alla storia della band (vedi Mazapegul). Arrangiamenti “loveble”, pochi interventi, ma il più possibile puntuali: frutto questo di un amore per una certa creatività pubblicitaria, intesa nella sua capacità di sintesi e adeguaterzza ai tempi. L’intero repertorio contiene sia legno pregiato che plastica, a volte mostriciattoli al limite del noise, altre ancora esperienze quasi cameristiche, ma senza allontanarsi mai da un concetto ironico e smaliziato di Pop Art. Semplicità coltivata, dunque, oppure consapevolezza disposta all’ingenuità. Melodie “futuribili” che cercano di raccogliere l’insegnamento di una grande tradizione cantautoriale, senza ammiccare a nessuna cifra o ad un facile citazionismo di maniera. Giovane Senato dunque: giovane d’età, maturo nell’ispirazione.

Giovane Senato dunque: giovane d’età, maturo nell’ispirazione.

 

Il vostro Mister Mei aspetta sempre con tanta ansia tutti i vostri commenti e suggerimenti all’indirizzo info@audiocoop.it

 

Ci si vede al Mei,

 

a star bene

 

Mister Mei

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