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16 Aprile 2013 | Eventi

OpeRAEE in carcere

Esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici in mostra nella sede della Regione

A cura di Piera Raimondi

16 aprile 2013

Un mobile futuribile realizzato impilando cesti di lavatrice dimessi, componenti di schede madri di pc trasformati in gioelli contemporanei, una piantana creata con un cestello e fili elettrici, ingranaggi di  stampanti utilizzati per la scultura “Pesce all’amo”. Sono i pezzi unici esposti in “opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici” mostra visitabile fino al 22 aprile alla Sala Polivalente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

I pezzi esposti sono uno degli esiti del progetto “RAEE in carcere”, nato per promuovere l’inclusione socio-lavorativa di persone in esecuzione penale o dimesse dal carcere. Il lavoro, come ha sottolineato all’inaugurazione Desi Bruno, Garante regionale delle persone private della libertà personale,  rappresenta un’opportunità concreta e fondamentale per il percorso di reinserimento delle persone detenute, ma anche la condizione più agognata da chi è in carcere. Questo progetto, auto sostenibile e di respiro europeo, segna un percorso possibile. Il recupero degli oggetti, che  contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale, e il recupero della persona reclusa camminano insieme.

RAEE infatti significa Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e  il progettoRAEE in carcere”, Finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con il Fondo sociale europeo, prevede che i detenuti coinvolti nel progetto  eseguano il disassemblaggio di rifiuti provenienti dalle isole ecologiche, la suddivisione nelle varie componenti e l’avvio, dove possibile, al recupero o riciclo. Dal 2009 sono attivi i 3 laboratori produttivi all’interno o all’esterno delle carceri di Bologna, Forlì e Ferrara. Nel carcere bolognese sono state assunte 6 persone detenute; 12 quelle coinvolte nell’attività, una persona ex detenuta impegnata nel progetto di comunicazione di RAEE in carcere 2 , infine, i lavoratori accompagnati all’inserimento in imprese del territorio al termine della pena. Sempre per quanto riguarda l’attività bolognese, ammontano a circa 766 le tonnellate di rifiuti lavorati. Nel laboratorio esterno al carcere di Forlì sono state assunte 6 persone detenute; 24 quelle impegnate nel progetto, una persona ex detenuta impegnata nel progetto di comunicazione di “RAEE in carcere” per la gestione e l’aggiornamento del sito; 493 le tonnellate di RAEE lavorato. Con il laboratorio interno al carcere di Ferrara, infine, dall’avvio del progetto sono state assunte 5 persone detenute (8 quelle impegnate complessivamente) e circa 590 le tonnellate di rifiuti trattati. 

Numerosi i partner, tra quelli “trasversali” (Regione Emilia-Romagna, Provveditorato regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Gruppo Hera Spa, Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Consorzio RAEE Ecodom, Consorzio RAEE Ecolight, Cefal Emilia Romagna, Enaip Ferrara, Techne scpa Forlì-Cesena)  si tratta di  un progetto di respiro europeo che vede una forte integrazione tra amministrazione penitenziaria e terzo settore.

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