15 gennaio 2010
I giovani costituiscono una risorsa indispensabile per la ricchezza economica e culturale di un Paese. Come ci si deve comportare per renderli protagonisti del cambiamento nella società, nella scuola, nella cultura e nel mondo del lavoro? Sono a conoscenza, i giovani, dei loro diritti e doveri? Sono in grado di costruire il loro futuro e diventare attori della loro vita? In occasione del convegno in regione per la presentazione del Rapporto sociale sulle giovani generazioni si è cercato di rispondere a queste domande. Tema della discussione è stato il bilancio sociale sulle politiche giovanili per fare il punto sugli interventi realizzati dalla regione e per avviare su questi un confronto con i diversi settori della società.
I giovani oggi rappresentano il 34% della popolazione totale (4.337.966) dell’Emilia-Romagna, cifra che ci colloca sotto la media nazionale. Nei prossimi venti anni però, è previsto un aumento della popolazione giovanile, anche grazie alla presenza di stranieri. La Regione ha finora attuato politiche di sostegno in diversi settori: dalla scuola alla formazione, dall’impresa all’accesso al lavoro.
Alla scuola sono stati destinati 51,7 milioni per borse di studio dal 2005 al 2009; 11 milioni ai comuni come contributi per i libri di testo;18,3 milioni alle province per i servizi di mense scolastiche, trasporti e sussidi all’handicap, 5 milioni e mezzo per il piano straordinario 2006 -2007 contro la dispersione scolastica, e ancora 524 milioni per il diritto allo studio universitario e 27 milioni per le aziende regionali per il diritto allo studio dal 2000 al 2009.
Altro settore nel quale la regione ha investito è la formazione, con particolare attenzione ai temi della formazione superiore, della ricerca e del trasferimento e sviluppo dell’innovazione. Nel 2009 sono stati assegnati 2,8 milioni di vaucher per l’ alta formazione.
Per favorire la crescita del lavoro e in particolare per sostenere la creazione di nuove imprese sono stati investiti dalla Regione negli ultimi 5 anni 7 milioni e mezzo.
Ma cosa intende fare la Regione per i giovani, come vede il loro futuro? Sentiamo in proposito il presidente della Regione Vasco Errani.
Intervento del presidente Vasco Errani
Sono tre attualmente le leggi che regolano il settore delle politiche giovanili : innanzitutto la legge n. 12 del 2003 per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per offrire a tutti i ragazzi e le ragazze della regione la possibilità di conseguire un diploma di scuola media superiore o una qualifica professionale,senza obbligarli a fare una scelta troppo precoce sul loro futuro. E poi la legge del 2005 in materia di lavoro: per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità.
L’ultima nata è la legge 14 del 2008, che ridisegna l’architettura del welfare per le politiche giovanili in Emilia-Romagna. E’ rivolta alle nuove generazioni nella fascia d’età compresa tra zero e 35 anni. Questa legge, in particolare, contiene una lunga serie di linee generali d’intervento rivolte soprattutto ai Comuni e alle Province e offre anche ai privati la possibilità di ottenere finanziamenti sui progetti: dall’associazionismo allo sport, dalla cultura all’intrattenimento, coinvolgendo oratori, centri sociali e strutture sportive. Le norme guardano anche all’Europa e alla possibilità di intercettare i fondi messi a disposizione dall’Ue per i giovani. Sentiamo in proposito l’assessore regionale alla cultura, sport e progetto giovani Alberto Ronchi.
Intervista all’assessore Alberto Ronchi
Se volete essere sempre aggiornati su questi temi potete collegarvi al sito http://www.informagiovanionline.it/emiliaromagna.