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22 Luglio 2011 | Eventi

Saharawi, cento bambini dal Sahara occidentale all’Emilia-Romagna

Anche quest’anno si rinnova l’ospitalità di famiglie e associazioni

A cura di Chiara Vergano

22 luglio 2011

Un soggiorno in Emilia-Romagna per sottoporsi a screening e visite mediche, conoscere realtà diverse e, non ultimo, sfuggire alle temperature roventi del Sahara occidentale, che in estate possono raggiungere di giorno i 60°. Anche quest’anno un centinaio di bambini Saharawi – di età compresa tra i sei e i dodici anni – insieme a nove accompagnatori, trascorrono l’estate in Emilia-Romagna, ospiti di famiglie e associazioni. Una delegazione (composta da 26 bimbi da Modena, 24 da Reggio Emilia, 9 da Novafeltria e 9 da Parma) ha incontrato Donatella Bortolazzi, assessore alla Cooperazione allo sviluppo, e il presidente dell’Assemblea legislativa Matteo Richetti.

La parola all’assessore Bortolazzi

L’accoglienza dei bambini è gestita dal Coordinamento emiliano-romagnolo delle associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi. I piccoli, che rimarranno in regione fino a fine agosto, sono ospitati parte in famiglia, parte in strutture. I costi sono a carico degli enti locali, delle famiglie stesse e delle associazioni. Durante il soggiorno i bambini fanno gite, visite, attività ricreative; giocano con i coetanei italiani e sperimentano un’alimentazione basata su cibi freschi, difficilmente reperibili nelle tendopoli dove si trovano prevalentemente generi in scatola, inviati con gli aiuti umanitari.

Il racconto di Fabio Campioli, presidente dell’associazione “Kabara Lagdaf”, che gestisce numerosi progetti di solidarietà con i Saharawi, fra cui l’accoglienza estiva in Emilia-Romagna.

La Regione, a sua volta, garantisce ai bambini controlli e prestazioni sanitarie gratuite attraverso l’iscrizione al Servizio sanitario regionale – con tanto di rilascio del tesserino – per tutto il periodo della permanenza.

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