A cura di Valeria Cicala
19 marzo 2013
La ventesima edizione del Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, che si terrà a Ferrara dal 20 al 23 marzo, si realizza a quasi un anno dal sisma che ha colpito l’Emilia e dedica gran parte dei suoi contenuti ai temi del ripristino e della ricostruzione.
Già la scelta di tenere la conferenza stampa al Palazzo Ducale di Sassuolo, splendida residenza estense, una architettura emozionante, voluta da Francesco I d’Este chiamando a realizzare questo capolavoro del Barocco gli artisti e gli architetti più prestigiosi di quel tempo, lancia un messaggio di forte attenzione per la profonda ferita che ha subito il nostro territorio, anche per quanto attiene al patrimonio storico-monumentale.
Realizzare la presentazione dell’evento a Sassuolo ha significato creare un preambolo al Salone, in quanto nelle sale di una parte del palazzo è stato allestito una sorta di laboratorio dove sono state ricoverate, subito dopo il sisma, ben 1287 opere d’arte danneggiate e in quegli spazi una schiera di giovani restauratori sta procedendo, dai primi di febbraio, alla messa in sicurezza delle singole opere. Si spolverano i quadri, gli oggetti meno rovinati, si creare una scheda per ognuno di essi per valutare, anche in termini economici, l’intervento di restauro al quale andrà sottoposto, per poter poi reintegrare ciascuno di loro nel tessuto di appartenenza.
E’ evidente come il Salone non potesse non focalizzare questa edizione proprio sul ruolo centrale che assume il restauro nella ricostruzione post-sismica. A Sassuolo, a non molti chilometri da alcuni dei centri più colpiti dal terremoto, abbiamo visto dal vivo, dopo tanti repertori fotografici e servizi televisivi, quanto è stato sottratto alla imprevedibilità della terra, abbiamo rivisto i danni e le macerie, ma una volta di più abbiamo apprezzato la tempestività e la determinazione con la quale gli abitanti, la Regione e le istituzioni pubbliche hanno reagito e operato, con generosa prontezza e senso di responsabilità.
Il sisma ha rivelato le principali problematiche strutturali dell’edilizia storica nel territorio emiliano, ma offre l’opportunità per mettere in campo, nell’intervento di ricostruzione, strategie per il miglioramento in chiave antisismica, di prestazione energetica e sostenibilità
Tra gli innumerevoli incontri, stand e spazi in cui si articola questa assai stimolante edizione del Salone segnaliamo alcuni eventi.
Un importante contributo alla discussione e alla ricerca proviene dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, TeknuHub – Tecnopolo di Ferrara, Piattaforma Costruzioni, Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia Romagna e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, che indagheranno il reale dibattito in un grande convegno, Dov’era ma non com’era: il ruolo centrale del restauro nella ricostruzione post-sismica, articolato in due sessioni: la prima dedicata alle emergenze architettoniche, mercoledì 20 marzo, la seconda dedicata all’edilizia storica aggregata, giovedì 21 marzo.
Il convegno metterà a disposizione del visitatore professionista del settore ma non solo, un potenziale di contenuti di grande interesse per la tematica del restauro, del recupero e della rigenerazione urbana, anche in coniugazione virtuosa con quanto sta riavviandosi in Abruzzo.
Dov’era ma non com’era sarà il titolo di uno spazio espositivo di approfondimento tematico in cui a terra sarà riportata la rappresentazione iconografica dei territori e dei comuni colpiti con le cifre, i dati e le stime; mentre in grafiche verticali verranno riprodotti i “campanili”, grande richiamo simbolico al sisma dell’Emilia.
Per l’edificio divenuto simbolo dei danni provocati dal terremoto, ovvero la Torre dei Modenesi (o dell’Orologio) di Finale Emilia è già stato approvato un progetto di recupero e di ripristino a cui verrà dedicato un importante convegno, organizzato a cura del Comune di Finale Emilia nel quale interverranno anche Andrea Emiliani e Salvatore Settis.
Facendo perno sui temi della ricostruzione verrà introdotto al Salone anche un importante focus sulla conservazione del patrimonio architettonico del Novecento allungando lo sguardo anche a realtà straniere come l’India, l’America Latina e di altri Paesi emergenti in cui sono da sempre presenti molte contaminazioni italiane ed europee.
In particolare si parlerà delle grandi architetture di Oscar Niemeyer in Brasile, di Le Corbusier in India e degli architetti e architetture italiane in Argentina.
Tutti i dettagli del programma sul sito www.salonedelrestauro.com