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30 Giugno 2011 | Eventi

Santarcangelo 41

Il teatro torna in piazza, dall’8 al 17 luglio a santarcangelo di Romagna

A cura di Vittorio Morisco e Cinzia Leoni

30 giugno 2011

Teatro diffuso, partecipato, internazionale. È questo lo spirito di “Santarcangelo41”, festival internazionale del teatro in piazza. L’edizione 2011 conclude il triennio, che dal 2009 ha visto all’opera tre diversi direttori artistici, creando festival  diversi tra loro per colore e temperatura, ma accomunati da istanze condivise.

Principalmente focalizzate nella reinvenzione dell’idea di teatro in piazza, del rapporto del teatro con lo spettatore e nel rafforzamento delle relazioni internazionali attraverso la presenza delle più significative esperienze di artisti stranieri insieme alle compagnie italiane. La natura di Santarcangelo 41 è una natura “corale”, e non solo per i cori occasionali, che si manifesteranno nello spazio urbano, orizzonte “politico” di quella comunità cui il teatro allude dalle origini.

Corale lo è nel modo stesso in cui ha preso forma l’intero disegno in dialogo con gli artisti che vi partecipano. Nello stesso tempo questo festival presenta anche una chiara natura “verticale”, resa evidente anche nel suo snodarsi ogni sera dai teatri alle piazze, ai balconi, alle grotte, ai giardini e agli anfratti inattesi, fino alla Sala Consiliare del Comune. Il festival si irradierà dagli interventi all’aperto di attrici-cantanti e musicisti, fino al “muezzin” della poesia che dal punto più alto della città, la torre civica, canterà al crepuscolo i suoi “grazie” in versi. Il teatro quindi recupera la dimensione “politica” dell’Atene periclea come racconta ai nostri microfoni Mauro Morri, sindaco di Santarcangelo.

Intervista Mauro Morri

Il terzo movimento del triennio 2009/2011 porta a compimento la vocazione internazionale del festival con la presenza di artisti provenienti da ogni parte del mondo. La compagnia giapponese Seindan diretta da Oriza Hirata presenta ad esempio due lavori di diversa dimensione – l’affresco corale “Tokyo Notes” e il breve e crudele “The Yalta Conference” – componendo un mondo teatrale dove la parola risuona nel colloquio e nella sua ombra.

Tra i cori che producono il bagliore di questo festival ve ne sono due con la potenza dell’onda: “Eresia della felicità” e Chiamata pubblica. Il primo è un “plotone” di duecento adolescenti provenienti da diverse città d’Italia e del mondo che si riuniranno allo Sferisterio per un laboratorio esplosivo, una creazione a cielo aperto per Vladimir Majakovskij a cura del Teatro delle Albe.

L’altro è un popolo di sedie donate al festival dai teatri italiani. Dei cori e della loro peculiarità ci parla Ermanna Montanari, direttrice artistica di questa edizione.

Intervista Ermanna Montanari

Maggiori informazioni sul sito www.santarcangelofestival.com

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