22 luglio 2011
Per ora in quattro, cominciano l’Avventura all’alba del ’10, giocando con cassette (Valerio e Peter), tastierine cortocircuitate e drummachine (Valerio e Caterina), oggetti dimenticati adottati a percussioni (Rocco), canzonette low-fi che riecheggiano dal futuro, droni di chitarre che reiterano da un passato più o meno orientale (Caterina), voci stroboscopiche come le luci delle discoteche per bambini nelle province d’Emilia Romagna (Peter).
Un uso bambinesco dell’elettronica (a riprenderne quell’aspetto ludico che tanto la contraddistingueva negli anni addietro)
accompagnato da un’attitudine elettroacustica trasversale, parecchio influenzata, soprattutto agli inizi, da movenze arabe (ricordiamo i sax di Laura), che sopravvivono ancora oggi in tendenze ultra-tropicali sommerse ma onnipresenti,
con ricadute sulle ‘ritmiche’ dei brani.
p.s Fino ad ora nessuna idea ha preceduto l’azione compositiva, che avviene per dettatura di una necessità, per gesti estemporanei, i cui Echi nel tempo definiscono i contorni formali dei brani.
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