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4 Dicembre 2006 | Archivio / Lo sguardo altrove, storie di emigrazione

N°38-LO SGUARDO ALTROVE, STORIE D’EMIGRAZIONE

Storia di Ida Lucchi Toscano raccontata da Angela Toscano Nicholson. Brano tratto da Roots of Italy – Blossom in America Radici Italiane Fiorite in America.

Nel 1929 all’età di 17 anni, Ida Lucchi Toscano, emigrò negli Stati Uniti da Berceto, Provincia di Parma. Partì con sua mamma, vedova, Giovanna Mazza Lucchi, e quattro fratelli. Si riunivano con il loro fratello Luigi che era partito prima e aveva preparato una casa per loro. Come rimase delusa mia mamma quando arrivò in America! Il Paese era travolto dalla depressione e disoccupazione. I marciapiedi d’oro non esistevano! .,.
Arrivata in America, all’inizio fece la sorvegliante. Con cinque fratelli era continuamente occupata a pulire, cucinare, lavare e stirare. Comunque, trovò anche il modo di lavorare in fabbrica come sarta. La cosa più difficile che trovò mia mamma fu il frequente trasloco della famiglia. Nei dieci anni che visse assieme ai famigliari, la nonna cambiò
casa quasi ogni anno. Quando la mamma si sposò rimase fissa in un appartamento per circa venticinque anni.
Nel 1938, appunto, incontrò mio padre, Fiorenzo Toscano e nel settembre del 1939 si sposarono. Si vede che le qualità di mio padre piacevano alla nonna che lo accolse bene, perché prima era sempre stata contraria ai corteggiatori della mamma e non li vedeva bene.
I novelli sposi andarono ad abitare in Astoria dove nacque mio fratello FranK , nel 1944 , quando sono nata io, si trasferirono in un appartamento più grande.
Mia madre era molto felice di vivere qui accanto ai meravigliosi suoi amici.
Per mia madre la famiglia aveva la precedenza su tutto. I miei ricordi di fanciullezza sono tutti legati al nostro appartamento in Astoria. La musica era sempre parte della nostra vita. La domenica era sempre una giornata speciale per noi. Dopo il buon pranzo festivo, mio fratello Frank suonava la fisarmonica, accompagnato da mio padre colla chitarra, dopo aver finito le faccende casalinghe, io e mamma, ballavamo in cucina.
Mia mamma aveva mani d’oro; faceva delle lavorazioni a mano stupende. Da una vecchia tovaglia creò per me, un costume completo stile ottocento. Il costume che rappresentava i ruggenti anni venti, fatto da lei senza modello, vinse il primo premio. Come cuoca era una delle migliori. Il risotto alla milanese, i cappelletti, la polenta, che oggi sono considerati “gourmet” nei migliori ristoranti, a casa mia si mangiavano spesso. Non usava mai ricette, li preparava col cuore.
Aveva una visione meravigliosa della vita. Era ottimista. Diceva che una farfalla notturna nera in casa portava sfortuna, ma che in casa sua venivano solo farfalle color castano.

Era sempre felice di vedere e amare tutti; sapeva ascoltare e partecipare ai problemi degli altri. Con tutta l’anima credeva nei miracoli, nella sua fede, nella preghiera. Era certa che Dio agisce con le sue strane vie.
Oggi il suo titolo dovrebbe essere “ingegnere di Casa”, anche se non aveva laurea e non poteva essere considerata donna di carriera. Ella non ha pensato ad altro che curare la casa e la famiglia; e tutto quello che ha fatto veniva semplicemente dalla sua determinazione e dal suo cuore. Ho cercato anch’io di impostare la mia vita con l’affetto e in modo altruista come faceva mia madre. Ho lavorato come maestra d’appoggio per bambini ammalati di paralisi cerebrale. L’abilità e la competenza che ho imparato da ragazza sono la “spinadorsale” della mia attuale posizione come segretaria della Direzione scolastica di un piccolo distretto di scuola elementare. Mia figlia, Donna, ha dedicato la sua professione al servizio dei meno fortunati, lavorando per la riabilitazione degli adulti colpiti da malattie mentali e dando molte ore di volontariato negli eventi delle olimpiadi speciali. Penso proprio che l’abilità di portare avanti questi ruoli derivi e sia nutrita dall’opera di mia madre.
Mio marito Paul, nostra figlia Donna, nostro figlio Paul ]r. , sua moglie e le mie nipotine Amanda e Alexa hanno la precedenza su tutto e sempre.
La famiglia deve avere il primo posto. lo credo veramente che mia madre continua a vivere attraverso noi; e il più grande piacere nella mia vita è quando siamo tutti riuniti insieme. Quante volte scherzosamente mi dicon “Stai diventando tua madre”. Per me questo sarebbe il più grande successo.

Brano corrente

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