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11 Aprile 2009 | IBC news

L’arte contesa. Nell’età di Napoleone, Pio VII e Canova

A cura di Valeria Cicala (IBC)

11 aprile 2009

Non poteva mancare il patrocinio dell’IBC alla mostrail “L’arte contesa. Nell’età di Napoleone, Pio VII e Canova” che rimarrà aperta al pubblico  fino al 26 luglio presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena, dichiarata Mémoire du Monde dell’Unesco e alla  Biblioteca Piana, raccolta privata di Pio VII . .
L’esposizione propone attraverso un percorso che assume anche i toni di un’indagine, le vicissitudini del patrimonio artistico italiano all’indomani della vittoria di Napoleone nella nostra penisola e la pesante spoliazione che il futuro imperatore effettuò  al fine di fare del museo del Louvre un luogo di straordinaria concentrazione di capolavori, segno della sua potenza e del suo trionfo.
Una tormentata vicenda quella affrontata nel nostro paese per salvare e sottrarre oggetti; fu una temperie di espropriazioni, di furti, di salvataggi fortunosi e di recuperi, che si concluderà solo dopo Waterloo, nel 1815.
A difendere il patrimonio alcune figure eccezionali  come il papa cesenate, Pio VII Chiaramonti, e uno dei geni artistici del tempo, Antonio Canova (cui è dedicata contemporaneamente un’esposizione monografica nella vicina Forlì). Sono loro i protagonisti infaticabili di una delle più complesse “missioni diplomatiche” del tempo. Il loro modo di considerare l’oggetto d’arte e la loro consapevolezza che questo sia  strettamente legato al suo territorio, gettano le basi per un nuovo approccio a quelli che oggi chiamiamo beni culturali.
Una mostra ricca di opere e di documenti cartacei straordinari, articolata in sei sezioni. Si vogliono segnalare in particolare  quelle che raccontano le tappe più cruciali di questa vicenda
La terza sezione,  Il Patrimonio conteso, entra nel vivo delle requisizioni e della dispersione, mostrando alcuni esempi emblematici di opere trafugate dalle collezioni delle Legazioni pontificie, in alcuni casi recuperate, in altri rimasti nella nuova collocazione, come i due preziosi incunaboli prelevati proprio alla Malatestiana il 18 settembre 1798 e da allora conservati alla Biblioteca Nazionale di Francia. La quarta, Antonio Canova, Carlo Fea, Quatremére de Quincy e PioVII. Alle origini del museo moderno è dedicata ai tre protagonisti del dibattito culturale che pose le premesse per l’elaborazione della prima legislazione di tutela delle opere d’arte promulgata da Pio VII Chiaramonti, il “Papa dei Beni Culturali”, al quale è consacrata la quinta sezione della mostra.

Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it

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