16 maggio 2009
C’è un precedente assai illustre ed importante a quel sistematico lavoro di ricognizione e catalogazione anche fotografica sul territorio che si avviò in Emilia-Romagna alla fine degli anni sessanta e che l’IBC ha fatto proprio e portato avanti avvalendosi pure della collaborazione di grandi fotografi.
Si tratta delle indagini relative al territorio bolognese che Paul Scheuermeier raccolse e ordinò nel corso della sua impresa conoscitiva del mondo contadino tra gli anni Venti e Quaranta del XX secolo nell’Italia centro-settentrionale.
Martedì 19 maggio, alle 17.30, a Bologna, presso la Sala dello Zodiaco, si terrà la presentazione del volume “Paul Scheuermeier. Contadini del Bolognese (1923-1928)”, a cura di Claudia Giacometti, Giorgio Pedrocco, Massimo Tozzi Fontana edito dalla Clueb.
La pubblicazione presenta per la prima volta al pubblico i materiali inediti relativi a questo territorio. Lo studioso svizzero Paul Scheuermeier è un antesignano ed un maestro indiscusso della ricerca volta all’indagine sul campo, al reperimento di informazioni linguistiche, etnografiche, oltre che di immagini destinate a fissare la memoria di un mondo che stava già per scomparire.
Alle sue pubblicazioni, disponibili dal 1980 in lingua italiana, hanno fatto ricorso tutti coloro che, per studio o con finalità museografiche, hanno posto al centro del loro interesse la vita e il lavoro dei contadini del passato.
Tuttavia quella pubblicazione non mostra che una minima parte del cospicuo archivio di immagini e di note conservato presso la Biblioteca dell’Università di Berna, una vera e propria miniera alla quale diverse istituzioni locali italiane hanno attinto, arricchendo con mostre e pubblicazioni le conoscenze sul mondo rurale tra le due guerre mondiali.
L’IBC aveva un forte interesse a questi temi e ha acquisito – per quanto attiene all’Emilia e Romagna – i materiali fotografici (328 immagini) e grafici (98 disegni relativi alla zona di Fusignano), oltre all’inchiesta dialettologica, agli appunti e ai diari che corredano il lavoro dello studioso.
Su tali materiali si fonda la riflessione degli autori dei saggi contenuti nel volume, che si apre con la visione dell’agricoltura bolognese tra le due guerre, si inoltra negli aspetti linguistici, affronta il tema della ricerca fotografica e infine tenta un raffronto tra il panorama che ci presenta Scheuermeier tra il 1923 e il 1928 e quello che è oggi offerto dai musei della vita contadina.
Ad esempio, le immagini che si riferiscono a Loiano, Dozza, Minerbio, Bazzano e Savigno rappresentano scorci di paesaggio oggi scomparsi, come la piantata, edifici rurali forse oggi ancora visibili in forma di rudere, oltre a strumenti di lavoro e suppellettili della cui esistenza resta traccia nei musei.
Per saperne di più www.ibc.regione.emilia-romagna.it