14 maggio 2012
Una vita tragica e una straordinaria sensibilità artistica potremmo così sintetizzare il percorso di un grande pittore Annibale Luigi Bergamini (1921-1992), la cui vocazione e genialità d’autore fu per l’intera esistenza attraversata dalla malattia mentale e da un lungo periodo di degenza manicomiale.
Ora le opere di questo tormentato artista, dopo la grande mostra di Fusignano, di quattro anni fa, e dopo gli omaggi tributati da Massa Lombarda e da Forlimpopoli, si possono apprezzare a Bagno di Romagna, luogo di belle suggestioni e di antica storia, situato sull’Appennino tosco-emiliano, famoso per le sue terme. Approdo ideale per una vacanza tra cultura e benessere.
L’esposizione dedicata a Bergamini, che qui potrete visitare, presso il Palazzo del Capitano fino al primo luglio 2012, propone oltre quaranta opere, provenienti dalla Raccolta d’Arte del Comune di Fusignano e da collezioni private, e sono per la prima volta esposte in pubblico.
L’artista, nato nel 1921 e scomparso nel 1992, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Ravenna distinguendosi per la sua sensibilità ed un non comune estro creativo e mostrando predilezione per la pittura sacra. Rientrato in Romagna dopo alcuni soggiorni veneziani, ha avuto contatti con esponenti della lotta antifascista e partigiana.
Per l’aggravarsi del già precario stato di salute, nel 1948 è stato ricoverato in clinica psichiatrica a Imola dalla quale verrà dimesso soltanto nel 1975, a seguito dell’entrata in vigore della legge 180.
Durante i trent’anni di ricovero Bergamini ha dipinto con assiduità, specialmente nell’ultimo periodo quando all’interno della clinica fu per lui allestito un vero e proprio atelier.
Dal ‘75 è stato ospite della comunità aperta la “Celletta” a Maiano nei pressi di Fusignano, dove ha continuato freneticamente a dipingere, realizzando tra l’altro l’apparato pittorico degli altari e la decorazione dell’abside della locale chiesa parrocchiale.
La mostra è promossa dal Comune di Bagno di Romagna in collaborazione con il Comune di Fusignano e con l’apporto scientifico dell’IBC-Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.
Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it