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11 Aprile 2011 | IBC news

Balla e dintorni. Tracce futuriste nella Pinacoteca Civica di Forlì

A cura di Valeria Cicala

11 aprile 2011

Segnaliamo, tra le tante ed interessanti iniziative della XIII Settimana della Cultura, una esposizione forlivese realizzata anche dall’Istituto per i beni culturali, Balla e dintorni. Tracce futuriste nella Pinacoteca Civica di Forlì. Ideata e curata da Orlando Piraccini e Luciana Prati, è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e si inserisce nel percorso Novecento rivelato/IV, che a partire dal 2006 ha consentito alla città romagnola di leggere e riscoprire il proprio patrimonio d’arte moderna e contemporanea.

Dunque, in questa primavera che avanza, non solo Melozzo aspetta a Forum Livii, così si chiamava la città in età romana,i visitatori  dei musei, che potranno  gustare uno scorcio assai interessante della sua vicenda figurativa dell’inizio del secolo scorso.
Entrando nel salone centrale della sede storica della Pinacoteca Civica, si avvia l’incontro, o meglio, la scoperta delle “tracce” futuriste provenienti dai depositi del museo e da altri edifici pubblici cittadini.

La prima forte, potente emozione la regala, il capolavoro di Giacomo Balla dal titolo Siamo in quattro, entrato a far parte del patrimonio pubblico nel 1930 in dono dal noto pittore Giovanni Marchini per conto del “Cenacolo Artistico Forlivese”, di cui era stato dieci anni prima fondatore.
A questa opera si accosta l’ovale del faentino e cesenate d’adozione Giannetto Malmerendi (1893- 1968) intitolato Insieme ritmico e dinamico di bar notturno, del 1915. Il dipinto è generalmente considerato tra i prodotti più autentici dell’insorgente movimento avanguardista nelle sue manifestazioni più periferiche.

L’esposizione ricrea un intero percorso di crescita artistica di questa area della Romagna, si percepisce nelle opere esposte il ruolo esercitato da Marchini e dal Cenacolo sul tessuto cittadino, sulla capacità di far crescere una sensibilità alle nuove forme espressive della vita artistica del paese. Tra i tanti giovani artisti di quella stagione attivi a Forlì si ricordano Pietro Angelini, Bernardino Boifava , Leonida Brunetti  Maceo Casadei, Francesco Olivucci, Pio Rossi, Carlo Stanghellini.
Ci si ritrova ad ammirare gli  artisti romagnoli dai trascorsi avanguardisti come Rezio Buscaroli e Mario Guido dal Monte, come pure le primissime  militanze futuriste presenti nella rinomata Collezione Verzocchi dedicata al tema del lavoro come nel caso di Prampolini, Severini e Depero.

Per saperne di più:  www.ibc.regione.emilia-romagna.it

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