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23 Dicembre 2011 | Archivio / Mei Web Radio

A Classic Education

Passeggiate monografiche alla scoperta dei musicisti dell’Emilia-Romagna. A cura di Gianluca Giusti e Michele Orvieti di Trovarobato

A cura di Gianluca Giusti e Michele Orvieti di Trovarobato

23 dicembre 2011

Sebbene Call It Blazing sia il primo LP ufficiale degli A Classic Education, il disco è immediatamente riconoscibile come parte della grande tradizione del primo rock and roll, ricco di leggende, miti e storia.

Gli A Classic Education hanno scritto l’album a Bologna, città in cui vivono, assimilando gli scatti vintage di Danny Lyon, Diane Arbus, Wlliam Gedney e Mario Giacomelli. Roventi fotografie oniriche di bikers, strade e sozzure, della gang dei Chicago Outlaws e di giovani bardati di cuoio: tutte impressioni che emergono da un passato ormai molto lontano.

La sovrapposizione di queste immagini sgranate con le strade medievali di Bologna e i suoi tetti rosso fuoco, hanno plasmato Call It Blazing – un ritratto candidamente moderno di un periodo dimenticato della musica pop, dove si mescolano chitarre sognanti, scintillanti melodie sixties, stridori post-punk e canzoni della prima era del rock and roll. Il tutto filtrato da un’inconfondibile sensibilità pop europea.

Sono 12 canzoni che esplorano il senso di malizia e di abbandono, disillusione e voglia di fuga, pervase dal desiderio di non piegarsi a nessuna regola: un insieme di idee moderne ma sospese nel tempo.
Gli A Classic Education combinano insieme il nervo dei Velvet Underground del periodo Loaded con la purezza di Roy Orbison e le chitarre cristalline dei Go-Betweens, di Johnny Marr e dei Verlaines, per creare un suono travolgente e fedele a sé stesso come nessun altro.

Gli A Classic Education, ovvero il canadese Jonathan Clancy e la gang di Luca Mazzieri, Paul Pieretto, Giulia Mazza e Federico Oppi, hanno deciso di registrare Call It Blazing a Brooklyn, New York, negli studi Rear House di Jarvis Taveniere (Woods, Vivian Girls, Real Estate, Widowspeak, Ganglians).

Taveniere e la band hanno forgiato il suono unico dell’album utilizzando un metodo classico: registrazione su bobina analogica, i musicisti stipati in una vecchia cucina dal pavimento di legno, con l’aggiunta poi in un secondo momento delle partiture di organi e cori, gli strati di archi e theremin, suonati dall’amico Stefano Roveda. La traccia finale Night Owl è invece stata registrata a Philadelphia durante le session per l’acclamato format video musicale Shaking Through da Brian McTear and Jon Low.

www.aclassiceducation.com

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