16 luglio 2010
Il trio bolognese dei Buzz Aldrin spunta quasi dal nulla all’inizio del 2008, e già dopo cinque o sei mesi diventa un nome ricercato sulle locandine dei live tra l’Emilia e la Romagna.
Al termine di un concerto folgorante a Guastalla li vediamo smerciare a destra e a manca il loro primo demo, di quelli casalinghi con tanto di numero di telefono e tracklist segnata a penna all’interno.
Chitarra tagliente, basso imbottito di groove, batteria come un elicottero e una voce svogliata e sovente in loop sugli stessi lembi di testo ci portano con la mente, in poco meno di diciotto minuti, a un connubio ben organizzato tra Wire (in tutte le incarnazioni, dal ‘77 a oggi), Liars ed El Guapo. (Marco Manicardi, Fuori dal Mucchio)