9 novembre 2012
Collettivo Ginsberg è un progetto musical-letterario nato, in terra di Romagna, nel 2004 dall’incontro tra Cristian Fanti e Andrea Rocchi.
Il collettivo cambia diversi elementi nel corso degli anni, fino a trovare stabilità con l’attuale quintetto composto da Cristian Fanti (voce), Federico Visi (chitarre elettriche, Moog), Alberto Bazzoli (pianoforte, organo, Fender Rhodes), Gabriele Laghi (contrabbasso) ed Eugenioprimo Saragoni (batteria, percussioni).
La furia creativa si concretizza nel 2008 con i primi due dischi autoprodotti: I refuse to give up my obsession e Pregnancy; nel 2009 la formazione si amplia e nasce Tutti sono seri tranne me, terza autoproduzione del gruppo.
La vita entra senza chiedere permesso: nel 2011 la band implode (Andrea, co-fondatore, diventa padre e si trasferisce, lontano). Urgono scelte: cambio di formazione, cambio di repertorio. Il gruppo, assieme al produttore Marco Bertoni (Confusional Quartet) inizia un lungo ma terapeutico lavoro su nuove composizioni in italiano e dialetto romagnolo.
I testi riflettono la ricerca di uno stile letterario ben definito, con richiami a contenuti onirici e riflessivi della poesia beat. Come veri e propri ladri da sgabuzzino (cit. Brion Gysin) non è stato fatto altro che applicare la tecnica del montaggio – il supremo onore e la benedizione del furto, ispirato e devoto – alla scrittura (cut-up, già teorizzato dai dadaisti all’inizio del secolo scorso) accostando brandelli di scritti originali a brandelli di altri autori (A. Ginsberg, P. P. Pasolini, H. Miller, T. Guerra, C. Bukowski, D. Campana, J. Saramago ecc.), disarticolati e decontestualizzati per assumere una nuova valenza descrittiva e semantica. Uno scrittore non possiede le parole più di quanto un pittore possieda i colori (cit. William Burroughs).
La musica ha radici mulatte, profonde e articolate. Spesse di una corteccia scura come il vino, odorante di acida linfa. Densa. Sanguigna. Il tronco è una discarica di lamiera abbagliante, un’accozzaglia di storia deforme, una ricerca pagana della nuda avanguardia. Obbligati a descrivere il mai visto si cerca conforto nella voce di Muddy Waters: il blues è il modo migliore per parlare della sofferenza, della gioia e della verità.
Immaginatevi in una stanza. La porta aperta si affaccia su uno stretto corridoio in penombra: il Passator Cortese e Giuseppe Ungaretti che, trascinanti una morrisoniana ombra, precedono un Mazapégul (essere mitologico della tradizione romagnola, ndr) che porta in braccio e’ Sgnôr ed una pianta carnivora vestita di porpora.
www.collettivoginsberg.com