5 giugno 2012
Bologna è sempre stata sia per la sua Università che per la sua localizzazione fisica un luogo di passaggio e di incontro tra varie culture. Gli artisti, gli scienziati che qui sono passati o si sono fermati, lasciando il segno del loro sapere sono molteplici. Così si puo’ dire anche per coloro che da qui, con il loro ingegno sono partiti, formati nelle aule dell’Università di Bologna, per cercare fortuna o seguire la commissione di nuovi lavori all’estero. Questo fenomeno migratorio di persone e cultura è stato al centro del III Convegno Internazionale di Studi dal titolo “Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (XVIII secolo)”che si è svolto a Bologna, dal 22 al 24 maggio, con la collaborazione della Fondazione Carisbo e di Genus Bononie.
Tra gli artisti citati, troviamo: l’architetto Giuseppe Landi (1713-1791), lo scenografo Domenico Ferri (1795-1874) e i pittori Gioacchino Pizzoli (1681-1731) e Stefano Torelli (1712-1784). Oltre a loro, vengono indicati anche i nomi di collezionisti o committenti, tra cui: le famiglie bolognesi Guidotti ed Hercolani, Padre Martini (1706-1784) e il marchese Francesco Malvezzi (1851-1922) e, tra gli stranieri, il principe Eugenio di Vienna (1663-1736), e l’inglese Herbert P. Horne (1864-1916).
All’incontro hanno partecipato docenti dell’ateneo di Bologna, oltre a studiosi provenienti da tutta Europa tra cui Sabine Frommel e Gudrun Swoboda.
Gian Mario Anselmi, docente dell’Università di Bologna, ha aperto i lavori.
Intervista Prof. Gian Mario Anselmi
A chiudere i lavori, è stata invece la Professoressa del Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, Vera Fortunati. Prof.ssa Fortunati mi riassume gli obbiettivi del congresso.
Intervista Prof.ssa Vera Fortunati