16 gennaio 2009
Danni maltempo, 614mila euro per interventi urgenti
A seguito del maltempo che ha investito la regione Emilia-Romagna nei mesi di novembre e dicembre scorsi l´assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa e alla Protezione Civile Marioluigi Bruschini ha autorizzato interventi nei comuni montani della province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna e Rimini per un importo complessivo di 614.000 euro.
Questi fondi saranno impiegati per i primi lavori urgenti sulle opere idrauliche e sulle infrastrutture pubbliche del territorio regionale danneggiate dagli eventi meteorici degli scorsi mesi.
Via libera al Programma triennale 2009-2011 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri
Alfabetizzazione, mediazione, antidiscriminazione. Sono le tre linee d’indirizzo del Programma triennale 2009-2011 per l´integrazione sociale dei cittadini stranieri, che ha ottenuto il via libera dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Uno strumento di programmazione trasversale, previsto dalla legge regionale 5 del 2004 sull’immigrazione, che pone al centro delle programmazioni di settore il tema della crescente presenza di migranti sul territorio. Negli ultimi anni in tutta l’Emilia-Romagna sono aumentate le persone con permesso di soggiorno di lunga durata, che si ottiene dopo cinque anni e non necessita del rinnovo annuale. Dalle 41.228 del 2004 sono diventate 65.817 del 2005, 82.679 del 2006 e 100.393 del 2007, collocando l´Emilia-Romagna ai primi posti tra le regioni italiane. Ancora: sono 40mila i figli di genitori stranieri, nati tra Piacenza e Rimini. Bambini e ragazzi dalla famiglia d’origine straniera, la cui esistenza è cominciata e si sta sviluppando a tutti gli effetti in Emilia-Romagna.
Tre gli obiettivi strategici previsti dal Programma. Primo, la promozione dell’apprendimento e dell’alfabetizzazione della lingua italiana per favorire i processi di integrazione e consentire ai cittadini una piena cittadinanza; secondariamente la promozione di una piena coesione sociale attraverso processi di conoscenza, formazione e mediazione da parte dei cittadini stranieri immigrati e italiani.
Terzo, la promozione di attività di contrasto al razzismo e alle discriminazioni.
Libro verde europeo sulla qualità: le indicazioni dell’Emilia-Romagna
Più sostegno dall’Europa alle produzioni agricole di qualità. Lo propone l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in una lettera inviata alla commissaria europea per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel, in occasione delle consultazioni sul Libro verde europeo sulla qualità. Diverse le proposte avanzate dall’Emilia-Romagna, regione che in Italia vanta il maggior numero di produzioni Dop e Igp e che basa più del 50% della sua produzione lorda vendibile su prodotti a qualità regolamentata. A partire da un maggiore utilizzo dei fondi europei per l’informazione dei consumatori e per l’abbattimento dei costi connessi alle procedure di certificazione e controllo e passando per la necessità di rendere obbligatoria la provenienza delle materie prime “indicando, in ogni caso, lo Stato membro dell’Unione Europea” nel quale è avvenuta la produzione, “ovvero la provenienza extra europea”.
Su quest’ultimo tema “complesso e contrastato” Rabboni chiede in particolare all’Europa “scelte coraggiose e chiare”. La Regione propone la facoltà di riportare in etichetta, previa autocertificazione, alcune specificazioni territoriali (ad esempio “di montagna”) o l’assenza di determinati prodotti (ad esempio “non-OGM”).
Rabboni avanza anche la proposta di una normativa per l’autoregolamentazione delle produzioni a denominazione d’origine protetta, allo scopo di prevenire o superare crisi di mercato. Viene proposto inoltre l’obbligo per tutti gli Stati membri di procedere d’ufficio alla tutela dei prodotti DO. L’assessore propone inoltre di differenziare le modalità e le norme di protezione per i prodotti a denominazione tutelata distinguendo quelli caratterizzati da una notevole reputazione a livello internazionale e da una forte vocazione all’export, nonché da un più elevato rischio di contraffazione e usurpazione, da quelli diffusi prevalentemente su mercati locali e, di conseguenza, meno esposti all’utilizzo non conforme dei marchi d’origine. Per questa categoria di prodotti si propone una procedura di riconoscimento semplificata che consenta una protezione di carattere nazionale o regionale.