27 marzo 2010
Lui le fiabe, come ha detto in una recente intervista sua moglie, non le raccontava alla loro figlia, però Gianni Rodari con le sue storie è diventato famoso nel mondo è ha conquistato un pubblico di lettori che non di limita certo al pur amplissimo universo dell’infanzia.
Rodari è stato un” inviato speciale” nella galassia della fantasia, lui che giornalista era per professione. E la sua straordinaria fantasia era alimentata di realtà e di profonda cultura. Calvino lo riteneva uno dei nostri migliori scrittori.
Quest’anno, in occasione di ben tre anniversari importanti che lo riguardano: trent’anni dalla morte, novanta dalla nascita e quaranta dal premio Andersen, uno dei massimi riconoscimenti a livello internazionale per la letteratura dedicata all’infanzia, Bologna rende omaggio a uno dei più affascinanti protagonisti della cultura italiana del secondo dopoguerra, in occasione della Fiera del libro per Ragazzi.
“La Grammatica della figure” è l’evento che la Bologna Children’s Book Fair, in collaborazione con IBC- Soprintendenza per i beni Librari e documentari della Regione Emilia-Romagna e EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni, ha creato per Gianni Rodari, il cui lavoro creativo piace accostare a quello di due grandi illustratori Maurice Sendak e Bruno Munari.
Il titolo della mostra”La Grammatica della figure” che è stata allestita all’interno della Fiera fino al 26 marzo, per poi essere circuitata in altre sedi, si ispira ad uno dei suoi lavori più importanti Grammatica della fantasia, ed è frutto di un concorso rivolto agli illustratori in ambito internazionale (oltre ottocento i partecipanti tra i quali è stata effettuata la selezione), ed è accompagnata da un bel catalogo pubblicato nella collana Immagini e documenti dell’IBC dall’ Editrice Compositori.
Guardando le opere in mostra e sfogliando il catalogo si ha precisa contezza di quanto attuale e stimolante sia la scrittura di Rodari, immaginifica e musicale, essenziale e diretta. “Per me scrivere per i bambini equivale a fabbricare giocattoli”. Con i suoi “giocattoli” continua a giocare volentieri anche chi non è più anagraficamente bambino ma ha mente e sensibilità non avariata dalla omologazione che incombe.
Per saperne di più www.ibc.regione.emilia-romagna.it