A Bologna, mercoledì 18
giugno, alle ore 18, nel cortile di Palazzo Bonasoni, sede
dell’Istituto per i beni culturali (via Galliera 21), verrà presentato
il volume La prassi delle parole. Giuseppe Guglielmi organizzatore
culturale e traduttore, a cura di Enzo Colombo e Andrea Toscani, edito
da Compositori nella collana ERBA.
Il libro è l’omaggio che
l’IBC vuole rendere, a tredici anni dalla sua scomparsa, ad uno dei
suoi più illustri fondatori e dirigenti e raccoglie. scritti,
riflessioni e interventi apparsi su riviste e volumi nell’arco di quasi
un trentennio.
Bibliotecario, traduttore, intellettuale
raffinatissimo questo libro è, come afferma Ezio Raimondi nella sua
Introduzione, “qualcosa di più di un ricordo”: se ripercorre il lavoro
di Guglielmi intellettuale e organizzatore della cultura quale primo
direttore del Consorzio di Pubblica Lettura della Provincia di Bologna
e successivamente acuto e convinto animatore dei primi anni dell’IBC,
si sofferma anche sul Gugliemi critico e traduttore, che nella sua
“lunga e a volte disperante ricerca della ‘parola'” si rivela anzitutto
un poeta.
Nella prima parte del libro, curata da Enzo Colombo,
sono raccolti gli articoli di Guglielmi dedicati alle problematiche
bibliotecarie e dei beni culturali, pubblicati in volume o, sul finire
degli anni ’70, su “Rinascita”. Sono scritti da ricondursi alla sua
attività di dirigente provinciale e successivamente regionale che,
nell’affrontare i diversi aspetti della politica e dell’organizzazione
culturale, danno conto del coinvolgimento pieno di Guglielmi i cui
frutti furono l’ideazione e la realizzazione di due progetti specifici,
il Consorzio provinciale di pubblica lettura di Bologna e l’Istituto
per i beni culturali della regione Emilia-Romagna
Le altre
sezioni del volume tracciano invece il ritratto del Guglielmi
traduttore, lettore, poeta e critico. “Sono solo un grammatico” e
“L’aggressività erotica della scrittura” testimoniano l’instancabile
lavoro di traduttore e lettore delle opere di Céline, non solo suo
autore per eccellenza, ma anche in qualche modo, per dirla con Marcello
Di Bella, “metafora della vita” nel tradurre il quale “si colloca la
personale visione ‘filosofica’ di Giuseppe”.
Per saperne di più www.ibc.regione.emilia-romagna.it