9 gennaio 2010
C’è stato un tempo in cui l’appuntamento dalla sarta, la prova di un vestito, la precedente scelta del tessuto, erano riti di una realtà muliebre privilegiata; come pure il mondo della sartoria e il lavoro che vi si svolgeva, soprattutto declinato al femminile, alimentavano suggestioni letterarie e stereotipi sociali.
La sartoria, la realizzazione dell’abito su misura e personalizzato, maschile o femminile che fosse, ha costituito, fino alla fine degli anni Sessanta del Novecento, la prassi corrente almeno per le classi più abbienti e oggi resiste come settore di nicchia e come riferimento ideale e di qualità anche per la migliore produzione industriale.
Con il titolo “Artisti del Quotidiano. Sarti e sartorie storiche in Emilia-Romagna” di Elisa Tosi Brandi, l’editrice ha pubblicato nelle collane dell’IBC, un volume che ripercorre la storia delle sartorie le quali hanno operato nella nostra regione nel corso del Novecento.
Il libro è frutto della collaborazione tra Istituto Beni Culturali, Assessorato regionale alle attività produttive e Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna (Corso di laurea in “Culture e Tecniche della moda”).
L’obiettivo della ricerca che è stata svolta e del volume che ne raccoglie gli esiti è quindi duplice: documentare l’attività di sartorie ormai scomparse e mostrare la vivacità di quelle ancora attive, nelle quali, oggi come in passato, si coltiva e si perpetua un prezioso sapere artigianale.
Il libro verrà presentato martedì 12 gennaio 2010 alle ore 17, presso la Camera di Commercio di Bologna (Piazza della Mercanzia, 4 – Sala dei Marmi)
Alla presentazione, insieme all’autrice, interverranno Maria Giuseppina Muzzarelli vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Laura Carlini responsabile del Servizio Musei e Beni Culturali dell’Istituto Beni Culturali, Antonio Franceschini responsabile regionale e nazionale di CNA Federmoda.
Per saperne di più: http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it