16 novembre 2010
Il passaggio alla Tv digitale che sta coinvolgendo tutta l’Italia (tutta Europa e altri Paesi nel mondo) riguarda anche la regione Emilia-Romagna e, tra il 23 novembre e il 2 dicembre, in tutto il territorio regionale verrà spento (switch off) il segnale analogico, sostituito dal “digitale terrestre” o DTT.
Chi non si sarà attrezzato per vedere il segnale digitale non vedrà più la televisione.
Per i cittadini questo passaggio comporta alcuni passi obbligatori: il televisore può ricevere il segnale digitale solo se è collegato ad un nuovo apparecchio noto come “decoder”. Il decoder è già integrato nei nuovi televisori oppure può essere collegato ai vecchi televisori tramite presa “scart” (dove non c’è si utilizza un modulatore RF, ma si tratta di un’operazione da lasciar fare ad un tecnico). Il prezzo dei decoder parte dai 25 Euro e può salire in base alle funzioni aggiuntive di cui dispone. Tutti i canali gratuiti sono ricevibili anche con il modello base, per quelli a pagamento invece serve un modello dotato di lettore smart card (tessere che si acquistano a parte e che consentono di ricevere anche i canali “criptati”).
Si chiama “terrestre” perché utilizza le stesse frequenze e gli stessi impianti della Tv tradizionale ma, grazie alla tecnologia digitale, l’immagine si vede meglio, consente un utilizzo più razionale delle frequenze (dove prima ci stava un solo canale ora ce ne possono stare fino a 5), consuma meno energia e produce meno inquinamento elettromagnetico: avremo quindi molti più programmi a disposizione e immagini molto nitide.
Il DTT utilizza la medesima antenna sul tetto del segnale analogico ma, poiché le frequenze sono state riassegnate alle emittenti e i canali si sono moltiplicati, l’impianto di antenna potrebbe richiedere un adeguamento (a livello di filtri o di puntamento). Anche in questo caso bisogna rivolgersi agli installatori/antennisti professionisti, meglio se dopo la data dello switch off oppure stipulando un contratto che preveda l’adeguamento dell’impianto prima dello switch off e, se necessario, un intervento subito dopo compreso nella prestazione.
Non si tratta come avrete capito di un passaggio “indolore”: sono previsti costi aggiuntivi e un periodo di assestamento per tornare alla routine. Per accompagnare questo passaggio tecnologico, previsto da una direttiva europea (entro il 2012 tutta l’Italia dovrà essere passata al DTT), il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto una mappatura delle varie aree e un calendario per digitalizzare tutto il Paese in base alla diffusione del segnale Tv. Le zone di Parma e Piacenza ricevono il segnale dagli stessi ripetitori che coprono la Lombardia per cui lo switch off avviene prima (dal 23 novembre), insieme a Milano e ad altre città del nord. A seguire si scende lungo la Via Emilia passando per Reggio Emilia, Modena, Bologna (il 27 e il 30 novembre) e così via fino al mare (Rimini il 2 dicembre).
A livello di comunicazione i soggetti coinvolti si stanno occupando delle parti di loro competenza: le aziende promuovono i decoder e i televisori con decoder integrato (attenzione: serve un decoder per ogni Tv), le associazioni di categoria (professionali e consumatori) spiegano gli interventi necessari sull’antenna e come evitare le truffe, il Ministero gestisce il piano di comunicazione ai cittadini e, insieme all’Agcom (Autorità per le Comunicazioni) gestisce l’assegnazione delle frequenze e si rapporta con le emittenti e con i soggetti coinvolti…
Poi ci sono gli Enti locali a cui non compete nulla di tutto ciò se non il fatto di prevenire alcuni fenomeni per facilitare il passaggio al digitale. Per questo scopo è stata istituita una task force regionale che ha contattato e incontrato tutte le Province e tutti i Comuni per segnale le eventuali problematiche tecniche a livello di propagazione del segnale Tv (soprattutto in montagna vi sono zone dove il segnale tv non arriva, neppure l’analogico) e proponendo tutte le soluzioni possibili.
La task force ha offerto ai Comuni una serie di informazioni omogenee per diffondere la notizia dello switch off e la risposta alle domande più diffuse (vedi la Guida al Digitale Terrestre per i meno esperti, scaricabile da www.decoder.regionedigitale.net o nei siti delle Province), ha segnalato le competenze a livello locale (adeguamento degli impianti di proprietà dei comuni, strumenti per intervenire sulle “fasce deboli” e un supplemento d’attenzione per quanto riguarda il pericolo “rusco catodico” ovvero l’abbandono in strada dei televisori rottamati per l’occasione).
Gli Enti locali che hanno recepito correttamente le indicazioni della task force si sono attrezzati con squadre di volontari per sintonizzare i canali sui nuovi telecomandi del decoder nelle case di anziani e persone svantaggiate (si tratta sempre di persone già conosciute dagli utenti, autorizzate e gestite dagli Enti), corsi di formazione presso i centri anziani, incontri specifici con chi gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti per mettere a punto campagne informative, sinergie tra Comuni per formazione e azioni specifiche, gruppi di acquisto per i decoder, accordi quadro con gli antennisti, promozione verso i soggetti coinvolti del contributo statale di 50 Euro sull’acquisto del decoder (per chi ha più di 65 anni e meno di 10mila Euro di reddito annuo) ecc.
Per avere risposte a tutte le problematiche relative allo switch off (date, coperture, frequenze, contributi, sintonia dei canali sul telecomando ecc.) il Ministero ha messo a disposizione un call center con numero verde gratuito 800 022000.