25 novembre 2011
Il nome The Lovespoon deriva da un’antica tradizione gallese, era infatti un cucchiaio di legno decorato e intagliato a mano che il fidanzato regalava alla sua amata come pegno di amore e affetto. L’intagliatore doveva essere molto abile perchè il cucchiaio doveva derivare da un singolo pezzo di legno, e questo è proprio quello che fa la band, metaforicamente parlando, nella composizione della canzone.
I Lovespoon sono un quartetto, proveniente da Ravenna, nato nel dicembre del 2009. I quattro, pur derivando musicalmente da situazioni molto differenti, trovano subito coesione, uniti dalla stessa passione, nella ricerca di un loro sound ideale a metà tra le suggestioni elettriche dei Big Star e Velvet Undergound e le atmosfere invece più intime ed acustiche di Neil Young ed Elliott Smith.
Sarà proprio il live il valore aggiunto dei Lovespoon capaci di muoversi tra il folk pop americano di bands come The Shins, Blitzen Trapper e Primary 5, mantenendo però molto saldi rimandi alla psichedelia e al r’n’r di bands come i Pink Mountaintops.
Lovespoon è difficilmente catalogabile in un unico genere, tanti sono gli strumenti utilizzati nella composizione: armonica, farfisa, fisarmonica fra i tanti per ottenere atmosfere country/blues, aperture elettriche fine anni ’60 e melodie molto più accostabili al r’n’r odierno. L’ascolto è un alternarsi di emozioni, alcune molto nitide, quasi un collage di immagini che affiorano e svaniscono nell’istante, altre più celate, ma non per questo meno intense.
I testi tendono all’autobiografico e alla ricerca di condivisione, l’amore è il valore portante e necessario nelle canzoni di questo album, come è necessario il tentativo di descrivere la quotidianità e gli stati d’animo il più delicatamente possibile.
Lovespoon hanno aperto le date romagnole di Fran Healy (Travis) e dei Telekinesis.