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13 Dicembre 2008 | IBC news

Luigi Varoli (1889-1958)

Un maestro del Novecento

A cura di Valeria Cicala (IBC)

13 dicembre 2008

E’ davvero particolare e densa di fascino la storia artistica e culturale di Luigi Varoli, una delle figure più eclettiche espresse dall’orizzonte romagnolo.
La mostra che Cotignola dedica al  suo concittadino dal 14 dicembre 2008 al 15 febbraio 2009 , si tiene nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista. Ed è un’occasione molto importante per riconsiderare non solo l’artista ma anche l’uomo dai profondi principi morali che con coraggio e determinazione s’impegnò nel corso del secondo confitto mondiale per dare un’opportunità di salvezza a tanti perseguitati.

E, infatti, le quattro sedi espositive con altrettante sezioni tematiche propongono al pubblico non solamente un’esauriente “antologia” di opere riferite all’attività artistica di Varoli, ma raccontano anche importanti episodi che ebbero come fulcro Cotignola e la presenza di Varoli e di Vittorio Zanzi, l’ideatore ed organizzatore della “rete dell’ospitalità”, che offrì rifugio ad ebrei, ricercati politici, partigiani feriti e braccati dai fascisti, sfollati, evasi dai campi di prigionia e di concentramento tedeschi..
Grazie all’attività di Zanzi e di Varoli, tanti furono gli ebrei salvati dalla Shoah, come i Muggia, gli Oppenheim, i Lopes-Pegna, Ada e Guido Ottolenghi e i loro tre figli. Cinque anni or sono, da parte dello Stato di Israele e del Museo Yad Vaschem di Gerusalemme è stato conferito “in memoriam” a Luigi Varoli, assieme alla moglie Anna, il titolo di “Giusto fra le Nazioni”.

Più di sessanta sono le opere in mostra che rendono omaggio al Varoli creativo ed educatore artistico. Dipinti, disegni, sculture, eseguiti dagli anni venti alla metà degli anni cinquanta, per lo più inediti o poco conosciuti, ripropongono all’attenzione del pubblico una figura d’artista che ha profondamente inciso nella cultura figurativa romagnola della prima metà del ‘900, con la sua creatività eclettica, carica di sentimento e di coscienza morale, continuatore ed innovatore al tempo stesso della tradizione naturalistica ottocentesca. Varoli si è distinto per la sua operosità anche come disegnatore, scultore, ceramista.  E’ stato il fondatore della Scuola di Arte e Mestieri a Cotignola e ha insegnato al Liceo Artistico di Ravenna.

La mostra Luigi Varoli (1889-1958), un maestro nel Novecento è promossa dal Comune di Cotignola e realizzata in collaborazione con l’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. Il catalogo della mostra (Editrice Compositori, Bologna, Collana Immagini e Documenti IBC – Servizio Musei e Beni Culturali), curato da Orlando Piraccini, con testi di Federica Francesconi, Aldo Savini, Raffaella Zama e dello stesso Piraccini, propone tra l’altro un “regesto” di oltre cinquecentocinquanta opere varoliane, primo passo per un’ archiviazione generale della vastissima produzione dell’artista romagnolo

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