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15 Giugno 2012 | Archivio / Mei Web Radio

Matteo Costa

Passeggiate monografiche alla scoperta dei musicisti dell’Emilia-Romagna. A cura di Giordano Sangiorgi (MEI) e Michele Orvieti di Sfera Cubica.

A cura di Giordano Sangiorgi e Michele Orvieti

15 giugno 2012

La diciassettesima puntata di Mei Web Radio 2012, in onda a partire da venerdì 15 giugno, è dedicata al cantautore bolognese Matteo Costa, patron dell’etichetta Garrincha Dischi.

Un cantautorato essenziale, amoroso, classico e contemporaneamente nuovo. Tra creato e immaginario c’è tutta la vita di Matteo Costa Romagnoli.
Avete voglia di sentirvi meglio? Matteo Costa è il nome d’arte di Matteo Romagnoli, una vita dedicata alla musica e alle storie d’amore: le passioni che trovano unione in questo esordio. “Sono solo matti miei” è il primo disco solista del fondatore di Garrincha Dischi.

Dopo aver passato anni a fare i dischi degli altri (33 ore, lo stato sociale, l’orso) o insieme ad altri (4fioriperzoe, LE-LI), Matteo si racconta senza pudore in 13 brani di pop raffinato e cantautorato disilluso per dar vita a un disco essenziale tra il classico e il nuovo. La voce, una chitarra acustica e una batteria minimale sono gli elementi costitutivi del suono di un album che trova però il suo punto di forza negli arrangiamenti di fiati e archi, semplici e contemporaneamente raffinati. Ognuno di noi può ritrovare una sua esperienza dentro queste canzoni e se si è fortunati anche più di una. Le storie di questo disco sono l’esempio di come la condivisione e l’empatia con i suoi piccoli racconti espressi arricchisca la nostra esperienza e ci faccia sentire meglio.

A volte malinconiche, a volte spensierate, queste canzoni ci accompagnano come una spalla sui cui piangere o a cui dare un cazzotto. L’amore in fin dei conti è solo una scusa per raccontare a noi stessi la propria visione del mondo e per addormentarci più leggeri, come se il nostro migliore amico c’avesse raccontato la sua ultima storia d’amore. Davanti a un buon bicchiere di vino e senza il timore di sentirsi giudicato. Matteo, che per questa produzione prende il cognome della sua mamma, oltre alla decennale attività di produttore e musicista, oltre a Garrincha Dischi, nella vita lavora come educatore in un centro per disabili gravi, ‘quelli che per convenzione sociale non vengono più chiamati matti, ma che di fatto tali rimangono’. E così si ritrova a portarsi il lavoro a casa e, seppure inconsciamente, a prediligere anche nelle relazioni, come nei compagni di viaggio, i matti. Quelli di cui si parla in questo disco. Quelli come Matteo Costa Romagnoli.
http://www.garrinchadischi.it/shop-item/matteo-costa-romagnoli-sono-solo-matti-miei/

Brano corrente

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