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10 Marzo 2008 | Eventi

“Morandi” alle Moline di Bologna

Cari ascoltatori, in questa nuova trasmissione dedicata agli eventi volevamo parlarvi di una prima nazionale, in scena al Teatro delle Moline di Bologna  fino al 20 marzo. Lo facciamo assieme a Cartellone lo spettacolo dell’Emilia Romagna, che segue un po’ tutti gli eventi che si consumano in regione.  Morandi è l’ultima produzione di Arena del Sole-Nuova Scena-Teatro Stabile di Bologna. Il testo, di Luigi Gozzi, ha per titolo “Morandi” e viene allestito con la regia di Marinella Manicardi. Le tre attrici in scena sono la stessa Manicardi, Alessandra Frabetti e Marina Pitta, ad impersonare le tre sorelle del Maestro (Giorgio Morandi, ovviamente, indimenticabile pittore bolognese, 1890-1964), che ricevono i visitatori, accudiscono il fratello che dipinge, preparano le valigie per Grizzana, spiano il suo spiare la realtà.

Morandi in scena non c’è. È “di là”, nella sua stanza/studio/cella, oppure è fuori con gli amici, a passeggio nella notte di Bologna. Lo spazio scenico, che sia invaso o che sia svuotato dalla luce, è lo sguardo dell’artista, una sospensione di tempo e spazio che regala nuovi orizzonti alla percezione, e non solo visiva.

Morandi è tutto nel suo gesto ripetitivo di incisore, è l’esclusione della figura umana dal teatro del suo orizzonte, è la consistenza dell’ombra che devasta la quiete, il gusto derisorio per chi non sapeva guardare. Forse è Bologna stessa, nei suoi umori più segreti.

 E’ l’autore, Luigi Gozzi, a spiegare: “In uno spettacolo dedicato a un pittore – a un grande pittore –  lui, Morandi, non c’è, non compare. Che sia perché è un monaco solitario tutto dedito alla sua attività oppure perché è una persona scontrosa e astiosa, torna utile pensare che Morandi tutt’intero sia nello spazio, nel suo spazio (la casa, la stanza, pochi altri luoghi) e anzi che lui sia questo spazio e lo spazio teatrale sia lui. Ci siamo convinti che i piccoli quadri di Morandi siano un intero palcoscenico e che d’altra parte il palcoscenico di un autore si identifichi con l’autore stesso il quale si fa diverso, altra cosa da quello che è nella vita.

Morandi è un pittore seriale. I suoi oggetti e i suoi paesaggi si ripetono in infinite, sottili varianti. In tal modo Morandi ci insegna e ci ricorda che non ci muoviamo, noi uomini d’oggi, in una dimensione rettilinea del tempo, ma riconquistando ogni volta il senso del nostro vivere e percepire il vissuto.”

Possiamo sentire adesso dalla la regista Marinella Manicardi come è nato questo spettacolo :

Intervista Marinella Manicardi

Per informazioni: tel. 051 2910910

A cura di Marina Leonardi

 

 

 

 

 

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