Romina Birra, stagista presso la Regione Emilia Romagna per l’edizione autunno 2006 del progetto Boomerang , racconta le origini della sua famiglia. Mi chiamo Romina Birra, ho ventisette anni, sono nata a Buenos Aires dove risiedo insieme alla mia famiglia. Mio padre all’epoca, non aveva ancora i dieci anni, e così, avendo pagato solo mezzo biglietto trascorse il lungo viaggio in una cabina insieme a sua mamma e ad altre 93 persone! Il 15 novembre del ’47 sono arrivati al porto di Buenos Aires. Mio padre per l’emozione quella mattina non aveva mangiato i due panini della colazione, li aveva messi nella borsa che portava in mano. E così una volta sbarcati alcune persone che erano al porto gli toccavano la testa e bisbigliavano con fare canzonatorio “..povero italiano ha paura di avere fame…” Per mio padre emigrare fu molto duro, gli costò molto lasciare la sua terra di nascita e tutti i parenti, per trovarsi in un paese di cui nemmeno conosceva la lingua. Romina Birra
Mio padre Armando è nato a Bobbio (PC) nel 1938, suo padre Severino è stato prigioniero di guerra in un campo di concentramento in Germania, al suo ritorno, per paura di un’altra guerra in Europa ha deciso di emigrare verso l’Argentina. Ed è così che quasi sessant’anni fa, il 31 ottobre del ’47, mio padre insieme ai suoi genitori sono partiti dal porto di Genova sulla nave “Santa FE” assieme ad altri 900 passaggeri.
Sono passati gli anni e quel bambino si è trasformato in un uomo, che ha preso una laurea ed è diventato un insegnante e ha formato una bella famiglia con una brava donna anche lei italiana (calabrese). Due italiani che nonostante si trovassero così lontani dalla loro patria hanno fatto di tutto per mantenere vivo il legame con la loro terra di origine, al punto che hanno trasmesso a me e mio fratello l’amore sia per l’Italia che per la sua cultura e le sue tradizioni.
Quindi noi non possiamo dire di essere solo argentini bensí italo-argentini, in tutti i sensi della parola tanto per i doveri quanto per i diritti che ció comporta. Questo succede quando le radici si portano vive nel sangue fin dalla nascita, siamo orgogliosi di essere figli d’italiani emigrati all’estero e perció di essere cittadini italiani residenti all’estero.
21 Novembre 2006
| Archivio / Lo sguardo altrove, storie di emigrazione
N°36-LO SGUARDO ALTROVE, STORIE D’EMIGRAZIONE
Quando le radici si portano nel sangue. Di Romina Birra.