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23 Dicembre 2006 | Archivio / Lo sguardo altrove, storie di emigrazione

N°41-LO SGUARDO ALTROVE, STORIE D’EMIGRAZIONE

“Maria Rossi Lusardi”. Brano tratto da Roots of Italy – Blossom in America, Radici Italiane Fiorite in America.

Mia nonna, Maria (Jolanda) Rossi è nata in località Serra di Bedonia, il 28  settembre del 1910. Sposò mio nonno detto “Il Morrù”, il 25 novembre del  1933. I miei nonni furono genitori di quattro figli, la quale mia madre, Laura  era la prima. Abitavano a Tornolo assieme a mia bis-nonna Paola e famiglia, in tutti erano venti persone.


Mia nonna Maria lavorava nei campi, era una vita faticosa e difficile. Mio
nonno faceva il mulattiere ed era spesso via con i suoi muli. Era il1O dicembre del 1953, e mia nonna fu chiamata di partire subito perché mio nonno era in albergo ad Anzola stava male e aveva bisogno di lei. Partì immediatamente in carrozza, ma sfortunatamente al suo arrivo ad Anzola mio nonno era già
morto.
La nonna aveva perso suo marito di solo quaranta sei anni, da un infarto. Mia nonna era disperata, come avrebbe fatto con quattro figli senza di lui. Il suo dolore era insopportabile e non ragionava più dal dispiacere. Poco dopo andò ad un pellegrinaggio alla Madonna di Caravaggio. Da questo pellegrinaggio
mia
nonna trovò la forza di continuare. Realizzò che se suo marito era vivo.Alla fine dell’anno la famiglia sarebbe partita per la Francia. Benché ora si trovava sola, decise di dare questa opportunità ai suoi figli. Cominciò a girare per
raccogliere i soldi che molti dovevano ancora a suo marito. Purtroppo ancora oggi ci sono persone che non hanno dato ciò che dovevano ad una povera vedova
.


Ora doveva decidere di andare in Francia o negli Stati Uniti, dove suo cognato era già stabilito con la sua famiglia. Il richiamo e il sogno dell’America erano troppo forti per essere ignorati, e il 24 giugno 1956 la nonna e famiglia partirono.
Per mia mamma partire da Tornolo era difficile, aveva vent’anni e contro voglia ha dovuto lasciare il suo amato paese, amici e fidanzato. Partì
col cuore pesante e un sorriso sulle labbra per l’amore della famiglia.


In poco tempo si sono ambientati alla vita americana. Abitavano alle 62 strade e First Avenue fra tanti paesani. Mia nonna lavorava di giorno da sarta e di notte a pulire gli uffici. Mia mamma lavorava da sarta pure nella Fifth Avenue e alla .sera andava ad aiutare mia nonna. Mia nonna lavorò e aiutò la sua famiglia in ogni modo, viveva per i suoi figli e i suoi nove nipoti.


Anni dopo “l’Americana” ritornòò a Tornolo in ferie. Ormai era una nuova
persona
con una nuova vita fiera di essersi rifatta una vita agiata, guadagnata con tanta fatica e sudore. Mia nonna stava bene in America, le piaceva tornare a casa ogni anno, ma non era più abituata alla vita di montagna. Il suo ultimo desiderio era di essere sepolta con mio nonno nella cappella di famiglia a Tornolo. Aveva vissuto i i giorni più belli della sua vita assieme a lui e così voleva passare l’eternità. Era contenta di aver avuto il sogno americano, ma alla fine era importante a ritornare alle sue radici e unirsi all’uomo che aveva tanto amato .


Il sogno di mia madre era di ritornare fra i suoi monti, dove ogni primavera spuntano le sue adorate violette di Parma e dove camminava per le vie di Tornolo ricordando la sua gioventù, assieme alle sue amiche d’infanzia.


Ormai mia nonna e mia mamma non ci sono più. Pochi mesi hanno separato la loro morte, il cuore di mia nonna non ha retto all’ultima sofferenza la morte di sua figlia. Però queste due donne mi hanno lasciato una grande eredità.. Mi hanno insegnato che le cose più importanti nella vita sono la famiglia e la fede in Dio. Queste cose aiutano a superare i momenti più difficili della vita e a godere i momenti felici.


Evdyn Ferrari Valenghi  

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