Un film per dare risalto al valore artistico e storico della scultura sacra in terracotta, in particolare a quella dedicata alla rappresentazione della Pietà, che ebbe un’enorme diffusione nell’area padana e in Emilia-Romagna a partire dagli anni ottanta del Quattrocento. Si tratta del”Il Pianto della statua“, un film prodotto da Betty Wrong e dall’Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Regione Emilia-Romagna, con la regia di Elisabetta Sgarbi, presentato il 17 dicembre scorso al Teatro Comunale di Ferrara.
Il film è stato proiettato in anteprima nazionale, dopo la lectio brevis del critico d’arte Vittorio Sgarbi, e le letture di attori come Anna Bonaiuto e Toni Servillo sulle note del maestro Roberto Cacciapaglia.
l film, “Il Pianto della statua”, e’ nato dal desiderio di fissare con l’occhio critico ma anche appassionato della macchina da presa quel modello di rappresentazione sacra e anzi di “teatro sacro” che sono i cosiddetti “compianti”, veri capolavori dell’arte umanistico -rinascimentale. Cosa sono? I Compianti sono gruppi di statue raffiguranti Maria, madre di Gesù, Maddalena, Maria Salomè, Maria di Cleofa, Giovanni l’Evangelista, Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, che si raccolgono intorno al corpo del Cristo morto. Vennero scolpiti in legno o modellati in terracotta e si diffusero nei principali paesi europei, in particolare in Francia, ma assunsero speciale risalto proprio in Emilia-Romagna tra il XV e il XVI secolo. Ma ora sentiamo l’opinione della regista Elisabetta Sgarbi. Intervista Elisabetta Sgarbi Tra gli ospiti della serata anche l’attore Toni Servillo una delle voci narranti del film. Intervista Toni Servillo Nel film “Il pianto della statua” si possono vedere cinque importanti opere di tre maestri: tre di Guido Mazzoni che si trovano nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Busseto, nella Chiesa del Gesù a Ferrara e a Modena nella Chiesa di S. Giovanni Battista; una di Niccolò dell’Arca, la più nota, che si può ammirare a Bologna nella Chiesa di Santa Maria della Vita e una di Antonio Begarelli situata nella Chiesa di S. Francesco a Modena. Nel film le statue, illuminate dalla macchina da presa, divengono statue d’acqua, emblemi di un cinema che lascia emergere la liquidità come simbolo del dolore umano, sempre rinnovato, eterno. Una sacra rappresentazione che si trasforma in cinema e in letteratura, grazie ai testi che accompagnano il film, di cineasti internazionali, come il Premio Oscar Michael Cimino e George Romero e di scrittori di diversa provenienza, come Tahar Ben Jelloun, Diego Marani, Lucrezia Lerro, Pino Roveredo, Antonio Scurati e Vittorio Sgarbi. Le voci intense di Anna Bonaiuto e Toni Servillo danno poi corpo al canto d’amore e di dolore in cui si risolvono questi testi, restituendo quasi allo spettatore l’originaria esperienza che ispirò/inquietò gli artisti dei Compianti. Le musiche sono di Franco Battiato, Roberto Cacciapaglia, Antony & the Johnsons.