11 ottobre 2008
Dall’11 al 26 ottobre al Museo di San Domenico di Imola è ospita una mostra dedicata all’opera di Piero Bottoni e curata dall’Archivio Bottoni a cui si affianca una sezione a cura del gruppo “Segni del moderno” interamente imperneata su Villa Muggia, un luogo che nonostante sia stato a lungo dimenticato continua ad affascinare per la sua architettura complessa e per la sua storia.
La villa si propone con una stratificazione ed un innesto di volumi puri su un preesistente corpo settecentesco, ma solo per pochi anni l’edificio è stato visibile nel suo pieno splendore; poi la guerra, gli anni dell’occupazione militare come sede di un comando dell’esercito tedesco ed infine la bomba che ha centrato il grande salone, “cuore” di tutto l’edificio ne ha distrutto l’armonia.
Da allora la villa realizzata da Piero Bottoni e Mario Pucci ha smesso di stupire per la sua bellezza che la rendeva una delle più interessanti tra le ville moderne di quel periodo.. Dal 1994 questo “gioiello” del razionalismo italiano gode di vincolo storico-architettonico, dopo che l’Ordine degli Architetti della Provincia di Bologna, organizzò una raccolta di firme in favore della sua tutela. La naturale continuazione di questa azione fu l’emanazione da parte del Ministero dei beni culturali e ambientali del vincolo relativamente all’edificio della villa e alle pertinenze della vecchia proprietà dei Muggia.
Nell’ambito della mostra è previsto inoltre per il 28 ottobre un convegno dal titolo “Il recupero del moderno”, nella sala del Capitano, dalle ore 17.30. Intervengono: Maristella Casciato, Giancarlo Consonni, Giuliano Gresleri e Piero Orlandi. Coordina Cristiana Chiorino. L’iniziativa è patrocinata dall’IBC.
Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it