22 gennaio 2011
Bella storia di impegno lavorativo, di passione e di sensibilità per uomini e paesaggi, quella che la mostra antologica Andata e ritorno. Giorgio Giliberti 1980-2010 propone.
L’esposizione, che si articola in tre sezioni, è ospitata dal 22 gennaio al 6 marzo 2011 nel Castello dei Pio di Mirandola (MO) e offre al pubblico un centinaio di immagini, attraverso le quali ben si comprende lo sguardo e l’interesse dell’autore per le persone, per le forme più diverse, da quelle delle architetture a quelle degli oggetti, i più disparati, ricreandone sempre l’atmosfera e il paesaggio in cui sono immersi. Le sue fotografie ricordano, suggeriscono anche in ciò che non vediamo.
Progetti culturali, editoriali, collaborazioni con musei, istituzioni pubbliche.
Giorgio Giliberti, nato nel 1955, ha esordito nella fotografia alla fine degli anni Settanta, lavorando come reporter per l’edizione modenese del quotidiano “l’Unità” e animando iniziative culturali che portano nella Bassa gli autori italiani più attenti al territorio e più sensibili all’impegno civile.
Nel corso degli anni, mentre sviluppava la sua attività anche nel campo della pubblicità, della moda, dell’industria e dell’editoria, ha mantenuto un’attenzione costante al mondo dei beni culturali, documentando ricerche storiche, etnografiche e architettoniche, e collaborando con numerosi enti locali, biblioteche, teatri, centri di documentazione e musei (in particolare, quello della Bilancia di Campogalliano).
Il legame con Mirandola è molto forte, è quasi una base di partenza nelle esperienze di Giliberti e qui, appunto, si tiene la sua prima antologica, corredata anche da un raffinato depliant, in cui si intrecciano riflessioni autorevoli e la scrittura poetica di Giulia Giliberti.
Tra le immagini esposte ci sono pure quelle che di recente l’autore ha messo a disposizione dell’IBC per il numero della rivista dedicato alla “Festa del Racconto” di Carpi e per il volume dedicato al progetto di scambio culturale tra la Regione Emilia-Romagna e l’Università dell’Avana.
Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it