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Le lingue di casa nostra

Entro il 9 settembre presentazione dei progetti sulla salvaguardia e la valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, vi segnaliamo che l’IBC assegnerà contributi per un totale di 100.000 Euro ai progetti sulla salvaguardia e la valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna, ai sensi della L.R. 16/2014 “SALVAGUARDIA E VALORIZZAZIONE DEI DIALETTI DELL'EMILIA-ROMAGNA”

I progetti devono attuare le azioni prioritarie previste dalla legge  L.R. 16/2014, all'articolo 2, ovvero: studi e ricerche sui dialetti locali; seminari, convegni e/o corsi di aggiornamento; progetti e sussidi didattici nelle scuole per la diffusione della cultura legata ai dialetti dell'Emilia-Romagna fra le nuove generazioni, privilegiando, in particolare, gli incontri fra giovani e anziani nell'ottica dello scambio intergenerazionale; manifestazioni, spettacoli e altre produzioni artistiche, nonché iniziative editoriali, discografiche, televisive e multimediali.

In questa sede non desideriamo darvi dettagli sulla partecipazione al bando, che si ritrovano sul sito dell’IBC, ma portare l’attenzione su questa preziosa tessera della cultura regionale, che va salvaguardata con impegno: i dialetti. Sono un patrimonio prezioso e fragile, un bene immateriale, vissuto soprattutto nell’oralità, ma nel quale è cresciuto e resta immerso tutto il complesso dei beni culturali di cui sono parte. Un tempo la prima lingua che si ascoltava era, per lo più il dialetto, quello che parlava la mamma o la balia. E’ parte della memoria, una musicalità di sottofondo che anche non conoscendolo bene o non parlandolo costituisce una forma di ancoraggio alla propria realtà.

Il dialetto è, forse dovremmo dire era, variegato e ricco di sfumature all’interno di una stessa città, da quartiere a quartiere. E spesso si ignora il legame profondo che esiste tra quel latino ormai appannaggio di un mondo degli studi assai delimitato, e i nostri dialetti.

Affidiamo a una considerazione del professor Ezio Raimondi, il sommo italianista che tanto ha creduto e si è impegnato per questa legge regionale, un messaggio sul quale riflettere per comprendere la ricchezza del dialetto, di queste lingue da salvare e tramandare.

Scriveva Raimondi “le parole dialettali che mi risuonavano intorno, pronunciate dalle persone che mi vivevano vicine, non sono per me le parole del dizionario: sono altrettanti nomi propri in cui mi sembra di ritrovare la parte più preziosa di me stesso. Non riesco a parlare in dialetto, ma ne possiedo il sentimento vivo, come di una forza che significa alla fine anche la storia di un individuo.”

Un saluto da Valeria Cicala

Per saperne di più : ibc.regione.emilia-romagna.it/appuntamenti/2016/bandodialetti2016

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A cura di Valeria Cicala