11 febbraio 2014
Cari ascoltatori eccovi ancora insieme a Marina Leonardi per una nuova incursione nello spettacolo dell’Emilia Romagna. Torniamo nel capoluogo, a Bologna, al teatro delle Moline dove dal 12 al 15 febbraio la compagnia bolognese Instabili vaganti riprende una produzione del 2012, una performance che si ispira alle tristi vicende dell’ILVA di Taranto.
Il testo è infatti tratto dal diario di un operaio della controversa azienda e dalle testimonianze di alcuni operai che lavorano nella stessa fabbrica, intervistati dalla compagnia, “L’Eremita contemporaneo” incontra anche i testi poetici di Luigi di Ruscio, colui che ha fatto del suo essere operaio emigrato narrazione e Peter Shneider. La trasposizione artistica fa riferimento alla vicenda reale dell’acciaieria più grande d’Europa che condiziona la vita dell’intera città di Taranto e dei suoi lavoratori intrappolati tra il desiderio di evadere e fuggire e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in un inferno di morti sul lavoro e danni ambientali.
Lo spettacolo è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione fisica e vocale sul rapporto tra organicità del corpo e inorganicità delle azioni legate al lavoro in fabbrica attraverso il quale emerge una critica all’alienante sistema di produzione contemporaneo che trasforma l’essere umano in una macchina artificiale, un corpo allo spasmo che si muove per reagire al processo di “brutalizzazione” imposto dalla società.
Nella performance, che ha girato nei teatri d’Italia e del mondo, nei cartelloni dei più importanti festival internazionali, Nicola Pianzola spinge il proprio corpo all’estremo attraverso funamboliche sospensioni, azioni acrobatiche e ripetitive, interagendo continuamente con i suoni che diventano ritmi ossessivi e che si trasformano in musiche eseguite dal vivo.
Potete trovare maggiori informazioni sullo spettacolo sul sito www.teatrodellemoline.it
E vediamo altri appuntamenti in breve:
Al teatro delle Passioni di Modena il 14 e 15 febbraio va in scena Poco lontano da qui di e con Chiara Guidi e Ermanna Montanari una produzione di Socìetas Raffaello Sanzio e Teatro delle Albe/Ravenna.
Torniamo a Bologna al Teatro Duse dove l’11 e il 12 troviamo Dario Fo, ne Lu santo jullàre Francesco; a Teatri di vita dall’11 al 16 è in cartellone Biglietti da camere separate,
uno sguardo di Andrea Adriatico su Pier Vittorio Tondelli. Ancora a Bologna all’Arena del sole, dal 14 al 16 febbraio un evento in prima nazionale vede come interprete il bravissimo scrittore francese Daniel Pennac protagonista della performance Storia di un corpo, tratto dal suo omonimo romanzo.
Ancora nel capoluogo, all’ex Ospedale dei bastardini (via d’Azeglio 41) sempre dal 14 al 16 va in scena Uso umano di esseri umani, una produzione di Romeo Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio.
Ci spostiamo a Ferrara, al Teatro Comunale dove, dal 14 al 16 è di scena Il nipote di Rameau, tratto da un trattato filosofico di Denis Diderot, una regia di Silvio Orlando che vede lo stesso Oralndo in scena con Amerigo Fontani e Maria Laura Rondanini.
Diversi appuntamenti al Teatro Due di Parma: il 15 e il 16 arriva Frost/Nixon, con l’ormai inossidabile accoppiata Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani che firmano anche la regia. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro dell’Elfo e dallo Stabile dell’Umbria è attualmente in tournèe nella nostra regione e prima della rappresentazione parmense è il 12 al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola (MO), il 13 al Teatro Asioli di Correggio (RE), il 14 alla Tensostruttura Teatro 29 di Mirandola (MO).
Tornando al Teatro Due di Parma segnaliamo due loro produzioni il 14 febbraio debutta Gioventù senza dio – fede, speranza, carità di Ödön von Horváth mentre fino al 12 va in replica Le nuvole di Aristofane.
E chiudiamo questa nostra carrellata a Reggio Emilia, dove l’11 e il 12 al Teatro Ariosto troviamo Emma Dante che firma testo e regia de Le sorelle Macaluso, un racconto, che spiega la regista palermitana si ispira al piccolo racconto che una volta le fece un amico. Sua nonna, nel delirio della malattia, una notte chiamò la figlia urlando. La figlia corse al suo letto e la madre le chiese: “in definitiva io sugnu viva o morta?” La figlia rispose: “viva! Sei viva mamma!” E la madre beffarda rispose: see viva! Avi ca sugnu morta e ‘un mi dicìti niente p’un fàrimi scantàri. (Sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non farmi spaventare.)
E con Le sorelle Macaluso abbiamo terminato questa carrellata sugli spettacoli di questa settimana, vi lasciamo sulle note dell’indimenticato Dave Brubeck, un saluto da Marina Leonardi