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12 Dicembre 2013 | Spettacoli in Emilia-Romagna

La vera storia di Traviata

Dalla vita al palcoscenico. Corrado Augias in teatro racconta la genesi del personaggio verdiano

A cura di Piera Raimondi Cominesi

12 dicembre 2013

La Traviata è l’opera più amata di Verdi, comunque la più popolare. La sua messa in scena crea attese e discussioni animate, come è accaduto ancora una volta pochi giorni fa per la prima della Scala.

La vicenda di Traviata, ispirata alla vita di una fanciulla in carne e ossa, da più di un secolo e mezzo non smette di affascinarci, di essere rappresentata, cantata e interpretata.

All’origine di tutto, come ha raccontato Corrado Augias nella conferenza-spettacolo andata in scena al Teatro Duse di Bologna, c’è Alfonsine Plessis, una bellissima ragazza francese. Ma chi è Alfonsine?

Intervista a Corrado Augias

Arriva  a Parigi, cambia il suo nome in Marie Duplessis e diventa una delle cocotte più famose e desiderate della capitale. Lusso, vita mondana, passioni fugaci diventano il pane quotidiano di Marie, che ha tra i suoi amanti  anche Alexandre Dumas, figlio del celebre autore dei Tre moschettieri. Una relazione tempestosa che finisce dopo nemmeno un anno. All’apice del successo, proprio quando ogni uomo avrebbe fatto follie per lei, (si era creato addirittura  una sorta di consorzio di facoltosi clienti riunitisi per far fronte ai suoi dispendiosi bisogni), proprio allora, a 23 anni, Marie muore di tisi.

Alexandre, colpito da questa morte precoce, racconta la storia nel romanzo La dame aux camélias. Marie cambia così nome per la terza volta e diventa  Marguerite Gautier. Scritto nel 1848, quando l’autore ha solo 24 anni, il romanzo ha un successo enorme, non solo, crea un vero e proprio  mito che entra a far parte dell’immaginario di intere generazioni. Lo stesso Dumas ne realizza una versione teatrale, affidando la parte a Sarah Bernhardt.

Nel 1852 Verdi, di passaggio a Parigi, assiste alla commedia. Da grande uomo di teatro quale è, ne intuisce tutte le potenzialità: quella vicenda sembra scritta per lui. Scrive poco dopo all’amico De Sanctis: “faccio la Dame aux Camelias che avrà per titolo, forse, Traviata. Un soggetto dell’epoca. Un altro forse non l’avrebbe fatto per i costumi, pei tempi, e per altri mille goffi scrupoli… Io lo faccio con tutto il piacere”. Appena un anno dopo, nel 1853, l’opera è pronta per andare in scena. L’eroina cambia nome ancora una volta e diventa Violetta Valéry. Alfonsine Plessis, alias Marie Duplessis, Marguerite Gautier e infineVioletta Valery, diventata così una figura a sé stante: un mito appunto, con il quale si sono confrontate dive come Eleonora Duse, Greta Garbo al cinema e Maria Callas. 

Sullo sfondo del racconto di Augias c’è il bel mondo parigino, ma soprattutto c’è la musica di Verdi che il giornalista, sul palco con il Maestro Giuseppe Fausto Modugno, racconta, smonta, analizza e regala all’ascolto. Cosa ha portato l’autore de I misteri di Parigi a raccontare questa vicenda? glielo abbiamo chiesto poco prima di andare in scena a Bologna. 

Intervista a Corrado  Augias 

Ci sono dunque tre livelli di narrazione che s’intrecciano nel racconto di Augias, quello biografico in senso stretto, quello di Dumas figlio, e quello di Verdi. Un intreccio sia ricchissimo di notazioni psicologiche, sia, ad esempio, sociologiche riguardo la condizione femminile. Ma quello che il nostro Verdi riesce più di ogni altro a cogliere è il tumulto dei sentimenti di questa giovane donna che tenta di soffocare il suo sentire per mantenere la posizione economica, per le “aride follie” del suo modo di vivere.

Ma Violetta, toccante e inerme, non sa resistere a  un sentimento mai provato: “essere amata amando”. Cede a un amore che sarà il suo riscatto ma anche la sua sventura.

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