Ed eccoci ancora al confronto tra due ricette, una originale emiliana romagnola, i Tortelli dell’Artusi, il grande gastronomo forlivese che con il suo volume La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene ha codificato per la prima volta, alla fine dell’800 le ricette della cucina italiana e i Tortelli di nandu, un volatile simile allo struzzo, un piatto di gran moda in Uruguay e in Argentina, da dove appunto la ricetta ci è stata spedita.
E partiamo dalla ricetta tradizionale, i nostri
TORTELLI DI RICOTTA
Ingredienti
Ricotta o raviggiuolo, oppure l’una e l’altro uniti, 200 grammi.
Parmigiano, 40 grammi.
Farina
Uova intere, 1 e un rosso.
Odore di noce moscata e di spezie.
Un pizzico di sale.
Un po’ di prezzemolo tritato.
Preparazione
Impastate la ricotta, il parmigiano, il prezzemolo e le spezie. I tortelli si chiudono in una sfoglia di farina spenta con sole uova come quella dei tortellini e tagliata con un disco rotondo alquanto più grande. Si possono lasciare colla prima piegatura a mezza luna, ma è da preferirsi la forma dei tortellini. Si cuociono nell´acqua salata a sufficienza, si levano asciutti e si condiscono a cacio e burro. Con questa dose ne otterrete 24 o 25 e possono bastare, essendo grandi, per tre persone.
E dall’Uruguay ecco invece la ricetta dei
TORTELLI DI NANDU’
Ingredienti per 4 porzioni
Ripieno
Si lascia macerare con vino rosso mezzo etto di polpa di Ñandú (struzzo americano) per 24 ore. Poi tagliarla a pezzetti e aggiungere le seguenti verdure: 2 foglie di alloro 1 carota tritata Timo Rosmarino 2 fichi tritati
Sfoglia
3 etti di farina, 2 uova
Preparazione
Mescolare e stendere l’ impasto e aggiungere 1 etto di funghi cotti ( Plerotus ) finemente tagliati aggiungere acqua finché l’ impasto raggiunge una consistenza soffice e morbida. Lasciare riposare.
La carne con le erbe e le verdure macerate si deve cuocere in una padella a fuoco lento, fino a fare asciugare i liquidi. Stirare la sfoglia, e collocare il ripieno secondo la dimensione della pasta che si vuole realizzare. Chiudere il ripieno e tagliare secondo la forma desiderata.
In Uruguay si trova anche lo stampo che ha la forma della zampa del Ñandú. Si può servire con diversi tipi di sugo. Ad esempio al pomodoro o al pesto.
Come sottolinea la nostra corregionale che ci ha inviato la ricetta, la carne di Ñandú è molto ricca in Omega 3 e Omega 6, non è grassa, possiede basse quantità di sodio ed alte di ferro e potassio, ed è poco calorica.
Provare per credere allora!
Ricordiamo ai nostri ascoltatori che è possibile trovare queste ricette in versione stampabile sul sito della radio e vi invitiamo inoltre a mandarci le vostre ricette che poi confronteremo con quelle della tradizione.