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25 Settembre 2006 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°28-SAPORI D’ITALIA

La strada dei vini e dei sapori colline di Scandiano e Canossa (RE).

La Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa si snoda per oltre 200 chilometri nel territorio reggiano collocato fra l’alta pianura e le colline a sud della Via Emilia, spingendosi fino ai primi rilievi appenninici della provincia. Un paesaggio punteggiato da castelli matildici e ville signorili, da borghi storici, case-torre e antiche pievi, attraverso ricche zone vitivinicole dove si producono i vini delle Doc “Colli di Scandiano e Canossa” e “Reggiano Lambrusco”, caratterizzate sia da vitigni autoctoni che internazionali. L’itinerario prende le mosse dalla città di Reggio Emilia, per dirigersi poi nei territori dell’alta pianura reggiana e inoltrarsi verso la splendida Val d’Enza dei castelli e dei contrafforti medievali, sulle colline regno della contessa Matilde di Canossa.


La Strada propone, oltre ai vini, i prodotti di punta del territorio, come il Parmigiano Reggiano, ingrediente fondamentale per i piatti più tipici della cucina reggiana: cappelletti, tortelli, erbazzone e paste fresche. Oppure abbinato a qualche goccia di Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, altro fiore all’occhiello della gastronomia locale. Senza dimenticare il saporito panorama dei salumi tipici, ancora realizzati artigianalmente, come prosciutto, culaccia di Canossa, coppa, pancetta e salame, oppure le dolcezze del nocino, delle marmellate, del miele e dei numerosi dolci tradizionali.


Partiamo quindi da Reggio Emilia, dove si mescolano reminiscenze romane e simboli del Medioevo, capolavori del Rinascimento e monumenti fra il barocco e il neoclassico.


La cucina è di stampo decisamente emiliano e numerosi sono i ristoranti dove apprezzare le specialità del territorio, dall’erbazzone ai cappelletti in brodo fino al coniglio all’Aceto balsamico tradizionale. Reggio Emilia è famosa per essere la città dove è nato il Tricolore , poi assurto a vessillo nazionale, di cui è possibile visitare il Museo.


Dalla città la Strada s’avvia verso occidente, nell’alta pianura che conduce a Cavriago, unico luogo in Italia ad avere un busto di Lenin esposto in piazza. Da qui, proseguendo sulla stessa strada, in breve si raggiunge Montecchio Emilia, principale centro storico della media Val d’Enza, ai confini col parmense. Questo territorio è da secoli culla del Parmigiano Reggiano e, nei dintorni del capoluogo, nella frazione di Aiola, è possibile visitare lo storico casello settecentesco usato per la lavorazione del formaggio, oggi trasformato in museo.


A Montecchio sono di casa anche i vini, con diverse cantine nel raggio di pochi chilometri. Da qui l’itinerario principale porta verso sud, a ridosso delle prime colline, nel comune di Bibbiano, patria del Parmigiano Reggiano e fiorente centro di produzione casearia. Verso sud il profilo di quattro colli equidistanti si erge improvviso al fondo dell’alta pianura.E’ l’annuncio delle terre matildiche. I quattro colli sono quelli di Quattro Castella che, come si evince dal toponimo, ospitavano altrettanti fortilizi a protezione di Canossa, posta più a sud.


Da qui la Strada offre l’imperdibile opportunità di fare una puntata verso i rilievi appenninici, nel cuore delle terre matildiche. Si entra in Val d’Enza lungo la statale 513, e ben presto si raggiunge l’abitato di Ciano d’Enza, sede del comune di Canossa. Anche qui i caselli del Parmigiano Reggiano sono numerosi e l’attività agricola si mescola con la lavorazione della pietra arenaria e dei vimini, oltre ai manufatti dell’artigianato artistico tipico reggiano identificato dal marchio dell’“Ars canusina”.


Ciano è il punto di partenza del Sentiero Matilde , che si spinge nell’Appennino reggiano fino alla Garfagnana. Si prosegue per pochi chilometri e, finalmente, la famosa rupe di Canossa, coi resti del castello di Matilde e l’annesso piccolo museo all’interno della cinta. Qui, il 28 gennaio 1077, avvenne il famoso incontro del perdono fra l’imperatore Enrico IV e il papa Gregorio VII e ancora oggi, in tutto il mondo, l’espressione “andare a Canossa” è sinonimo di umiliazione e pentimento. Oggi restano pochi ruderi di un grandioso passato, ma il carico di suggestione è decisamente alto.


Dopo questa immersione nel Medioevo, ritornando a Quattro Castella la Strada riprende il tragitto principale nell’alta pianura verso est, correndo ai piedi delle colline, fra piccoli abitati e sontuose ville.  Incontriamo Roncolo, Puianello,  Vezzano sul Crostolo, Rivalta con tre ville ducali, memorie settecentesche di un ambizioso disegno che la voleva come “piccola Versailles degli Estensi” e infine Albinea..


Da Albinea si ritorna a meridione, lungo la strada che conduce alle pendici del monte Duro, nel territorio detto il “Querciolese”, zona di fenomeni naturali e di produzione di Aceto balsamico tradizionale. Salendo s’incontra Viano, zona di ritrovamenti archeologici con il castello trecentesco e il caratteristico borgo di San Polo poi si scende verso Scandiano, definita dal Carducci “terra di sapienti e di poeti”. Infatti qui sono nati Matteo Maria Boiardo – il poeta dell’“Orlando innamorato” – e lo scienziato naturalista Lazzaro Spallanzani.


La Rocca dei Boiardo è di grande rilievo e meritano una visita le chiese cittadine e la casa dello Spallanzani. Scandiano è anche “Città del vino”: qui si producono ottimi vini bianchi e si svolge un’importante fiera agricola annuale nel mese di marzo. Da Scandiano ci si avvia infine verso la pianura, nell’ultimo tratto della Strada che si conclude a Rubiera, con la Corte Ospitale, uno dei più importanti ospitali per i pellegrini e i viandanti del Medioevo.


Recentemente restaurata dal Comune e oggi adibita ad attività culturali, è un’ottima tappa d’arrivo anche per i viaggiatori del terzo millennio, a caccia di tradizioni e di sapori.


Potete trovare tutte le informazioni sul sito:
www.strade.emilia-romagna.it/

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