24 aprile 2012
Cari ascoltatori oggi vogliamo parlarvi di un concerto tanto importante da rientrare nella programmazione di ben due grandi appuntamenti musicali: concerto straordinario di Ravenna Festival, di cui costituisce una ghiotta anteprima, ed incluso nell’abbonamento Grandi Interpreti del Bologna Festival.
Ma dopo questo preambolo enfatico non vogliamo tenervi ulteriormente sulle spine, rivelandovi che stiamo parlando del concerto che il 27 aprile alle ore 20,30 la Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti tiene a Ravenna, al Palazzo Mauro de André, in programma musiche di Rota, Strauss, Shostakovic.
Si tratta di uno dei concerti più attesi dell’anno, sicuramente uno degli eventi musicali del 2012 per la bravura dell’Orchestra americana che ha alla guida Muti come direttore musicale.
Si tratta di una delle più importanti orchestre del mondo, un prestigio conquistato attraverso una lunga storia di successi a partire dall’anno di fondazione, il 1891. Risale al 1973 il primo incontro fra Muti e la Chicago Symphony: un sodalizio suggellato dalla nomina del Maestro a direttore musicale dal 2010. La visione del Maestro ha avviato una nuova fase nella vita dell’orchestra, che innesta sulla gloriosa eredità musicale il sostegno a una nuova generazione di compositori.
Il concerto si aprirà con la Suite Sinfonica da Il Gattopardo di Nino Rota. Faranno seguito Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione) poema sinfonico op. 24 di Richard Strauss e la Quinta Sinfonia in re minore op. 47 di Dmitri Shostakovich.
Nell’attesa dell’anniversario del 2013, Muti e l’orchestra rendono omaggio a un compositore cui il Maestro è assai legato: Nino Rota, che esaminò un giovanissimo Muti al conservatorio di Bari e gli attribuì un 10 e lode “per come potrai suonare domani”.
Con tali incroci biografici, a “fare concerto” basterebbero le musiche per il Gattopardo di Visconti, che state ascoltando in sottofondo, se non ci fossero due monumenti all’ideale dell’artista indomito: in senso romantico nel Tod und Verklärung di Strauss (nella morte l’artista raggiunge l’ideale perseguito in vita), e in senso progressista nella Quinta di Šostakovic (la reazione in apparenza condiscendente allo stalinismo in musica).