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17 Ottobre 2006 | Spettacoli in Emilia-Romagna

N°31-ARTI MUSICA E SPETTACOLO

Grande successo del Festival dedicato a Ornette Coleman.

E’ finito con il pubblico in piedi, con un incredibile applauso durato una ventina di minuti, con il protagonista che lentamente faceva il giro del palco del teatro Manzoni di Bologna per stringere la mano e ringraziare le decine di orchestrali diretti da Aldo Sisillo. Ornette Coleman ha suggellato così, come meglio non avrebbe potuto, l’appuntamento centrale del festival a lui dedicato da Angelica, Fondazione del Comunale di Bologna e dei Teatri di reggio Emilia e Modena, col contributo della Regione Emilia-Romagna.


Considerato non solo una leggenda del jazz ma uno dei musicisti e compositori più rappresentativi del Novecento, il settantaseienne sassofonista texano non ha smentito l’aura di leggenda che ormai lo accompagna, riproponendo la sua musica in alcune delle forme che lo hanno caratterizzato negli ultimi cinquanta anni. Venerdì 6 ottobre a Bologna è stata riproposta la suite “Skies of America”, per orchestra e quartetto jazzistico, mentre a Reggio Emilia e Modena, il 7 e 8 ottobre, è stata privilegiata la piccola formazione con la proposizione in prima assoluta delle composizioni “There Is Always a Room For Love” e “When Art Cries”.


Il festival dedicato all’inventore del “Free Jazz” è stato completatoda due incontri, uno al Comunale di Bologna e l’altro al Cinema Lumiére del capoluogo emiliano, destinati ad approfondire la figura e l’opera di questo straordinario artista.


Il successo dell’iniziativa è stato straordinario. E’ stato tributato l’omaggio dovuto ad un personaggio che non sempre nella sua vita ha avuto il riconoscimento del pubblico. Gli inizi della carriera, per Coleman furono durissimi. Più volte fu malmenato dal pubblico o emarginato da musicisti che non comprendevano la sua carica artistica ed il potenziale innovativo, paragonabile a quello di Charlie Parker.


Oggi, Ornette è un monumento vivente alla creatività e non vi è musicista di jazz o musica contemporanea al mondo che non debba fare i conti con la sua lezione.


Il concerto di Bologna è stato chiuso da un bis eseguito in quartetto di quella che è forse la sua composizione di jazz più famosa: “Lonely Woman”. La ascoltiamo qui in una bellissima versione dei suoi “Old and New Dreams”.

Brano corrente

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