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6 Novembre 2006 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°34-SAPORI D’ITALIA

La Strada del Culatello di Zibello (PR).

La Strada del Culatello di Zibello si snoda per circa 90 chilometri in quella porzione di provincia di Parma, racchiusa tra la Via Emilia ed il Po, comunemente chiamata “la Bassa”, ricca di arte, di storia e con un particolare ambiente naturale fatto di nebbie e suggestioni.


Terre comprese fra l’argine maestro del “grande fiume” Po e quelle dove nacque, visse e compose irripetibili liriche il Maestro Giuseppe Verdi, e che hanno dato i natali a Giovannino Guareschi, il genio dalla cui penna scaturirono le divertenti storie di Peppone e Don Camillo.


Un territorio circoscritto e isolato nella pianura, ma che conserva, come un prezioso scrigno, non solo natura, storia e cultura, ma anche una delle tradizioni gastronomiche più ricche e gustose di tutta la regione.


Accade così che sontuose dimore, come la Reggia di Colorno o la Rocca di Fontanellato, convivano sullo stesso territorio con Culatello di Zibello e Parmigiano-reggiano, re indiscussi dei salumi e dei formaggi. Qui arie e memorie verdiane si mescolano ai brindisi di spumeggiante Fortana del Taro.


Castelli di pregio, come Soragna, San Secondo e Roccabianca, fanno da sfondo a scorpacciate di spalla cotta e di altri gustosissimi salumi. In due parole, per dirla con Guareschi, un “piccolo mondo” fatto di vivide memorie e di sapori, da visitare e da scoprire lentamente, passo dopo passo.


E veniamo alla Strada del Culatello di Zibello  a cui si può accedere da più punti. Un itinerario ideale è quello che da Parma porta a Colorno, prima tappa di questa via del gusto. Da Colorno si parte subito alla grande: questo è l’ingresso orientale della Strada e anche del territorio di produzione del mitico culatello di Zibello, il famoso insaccato attorno al quale ruota il percorso e che viene prodotto in soli otto comuni del circondario.


La “piccola Versailles” – luogo di villeggiatura dei duchi farnesiani – mostra ancora orgogliosa la sua fastosa Reggia, con stucchi, affreschi e “boiseries” di pregio. All’esterno il Giardino ducale, splendido esempio di giardino alla francese e, attigua al palazzo, la chiesa di San Liborio, ricca di opere ebanistiche. In zona, produzione di salumi tipici: oltre al culatello si segnala il prete, un gustoso insaccato della tradizione.


Da Colorno, verso occidente, in pochi minuti si raggiunge Sissa, con il suo piccolo castello quattrocentesco e un’antica tradizione salumiera che propone la saporita spalla cruda di Palasone. Sul territorio a nord, Torricella, il più importante porto nautico fluviale parmense sul Po e uno dei principali della regione; a nord-est l’importante area rivierasca dei Boschi di Maria Luisa. Da Sissa, verso settentrione, superato il sinuoso corso del fiume Taro si giunge a Roccabianca, da qui, puntando verso sud, la Strada propone una visita alla frazione di Fontanelle, paese natale di Giovannino Guareschi, indimenticabile narratore delle storie della Bassa e dei suoi personaggi. Risalendo a settentrione, a Ragazzola l’itinerario piega verso ovest e si dirige a Zibello, epicentro della Strada, paradiso dei buongustai e riferimento geografico del “re dei salumi”. Antico borgo medievale, conserva memorie del periodo dei Pallavicino, signori feudali di queste terre. Oltre al culatello, qui si possono scoprire e assaggiare altre delizie della salumeria, come fiocchetto e mariola.


Da Zibello a Polesine Parmense il passo è breve. Approdo turistico sul Po per gite in barca o per giri in bici sull’argine maestro, il paese non manca di prendere per la gola i suoi visitatori: impossibile andarsene senza aver assaggiato un po’ di culatello, di strolghino o di gola di maiale.


Poi la Strada piega verso sud, alla caccia di nuove emozioni fatte di storia e cultura. Qui si entra infatti nelle terre universalmente conosciute come “luoghi verdiani”, dove nacque il grande compositore Giuseppe Verdi. Tutto, in questa zona, ci parla di lui e della sua genialità artistica. Pochi chilometri e si giunge a Busseto, capitale verdiana nonché antica capitale dello Stato Pallavicino, dove le memorie storiche si confondono con quelle artistiche.


Una tranquilla passeggiata per le strade del paese, fra portici e palazzi nobiliari, permette di fare anche una puntatina nelle salsamenterie del centro per qualche assaggio delle specialità tipiche locali, apprezzate e ricordate spesso dallo stesso Verdi. Dai luoghi verdiani la Strada prosegue nel suo tragitto verso le antiche corti della pianura parmense. Da Roncole si raggiunge in breve la “signora della Bassa” Soragna e il suo magnifico castello perfettamente conservato. Interessante una visita al Museo del Parmigiano-reggiano, realizzato nel casello dello stesso castello, così come non è da perdere una visita alla Sinagoga, con l’annesso museo ebraico, che permette di scoprire testimonianze delle antiche e fiorenti comunità ebraiche parmensi. L’itinerario prosegue verso San Secondo Parmense, patria della spalla cotta da degustare con abbondanti libagioni di vino fortana.


Il castello di San Secondo fu residenza dei conti e marchesi Rossi e, oggi, è lo scenario di numerose rievocazioni in costume, fra cui l’annuale palio delle contrade. Sul territorio, l’antica pieve romanica di S. Genesio e il santuario della Madonna del Serraglio, lungo la strada che, verso sud, porta a Fontanellato, tappa finale della Strada del Culatello. Fontanellato è dominato dalla mestosa mole della Rocca Sanvitale, uno dei più bei castelli della regione. Ancora circondata dalle acque del fossato, conserva al suo interno numerosi tesori d’arte, fra quadri, mobili e il ciclo d’affreschi mitologici del Parmigianino nella famosa saletta di Diana e Atteone.


Da vedere anche la chiesa di S. Croce e, fuori dall’abitato, il santuario della Beata Vergine del Rosario. Per chi arriva qui la terza domenica di ogni mese, le curiosità di un ricco mercatino dell’antiquariato. Per tutti quanti, i ricordi delle emozioni e dei sapori di un itinerario fra le meraviglie della Bassa parmense.

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