21 giugno 2011
“Un pomeriggio di fine aprile Mary Sconta torna a casa dal discount, dalle braccia le pendono pesanti due buste di plastica…” E’ così che inizia “Mary Sconta e la gallinella evasa”, favola per tutte le età uscita dalla penna di Marco Baliani, autore e attore di teatro e cinema, e illustrata da Stefano Ricci, artista di origine bolognese residente in Germania. Più che di una favola, in realtà, è forse più corretto parlare di un progetto multimediale dell’associazione culturale “L’arboreto” di Mondaino: “Mary Sconta e la gallinella evasa” è diventata infatti un cortometraggio, un libro e una mostra.
Il cortometraggio, realizzato dallo stesso Ricci, è stato prodotto da L’arboreto attraverso il bando 2010 della Regione dedicato al sostegno di opere di animazione e documentari, e selezionato da Emilia-Romagna Film Commission. Verrà presentato in anteprima nazionale venerdì 22 luglio al “Cartoon Club” di Rimini, il festival internazionale del cinema d’animazione e del fumetto. L’appuntamento è alla Corte degli Agostiniani alle 21.15: sarà Baliani a recitare la storia di Mary prima della proiezione del corto e di uno spettacolo teatrale su altri due racconti di “Incontri da favola”, collana in cui L’arboreto ha pubblicato il libro (mille copie, con altrettanti dvd) di Baliani e Ricci.
Fabio Biondi, dell’associazione culturale L’arboreto, ci spiega com’è nata l’idea di “Mary Sconta e la gallinella evasa”.
Una gallinella piccola, spiumata, terrorizzata. Senza nome: “Io non mi chiamo, ho un numero” spiega a Mary, il primo “animale” che incontra dopo essere fuggita dall’allevamento intensivo. Una ragazzina – Mary – che vive quasi come un adulto, che va a fare la spesa e che ha già fatto la sua scelta: “… non temere io sono vegetariana”, spiega alla gallinella. Gallinella che verrà così accolta in casa di Mary; casa da cui sceglierà di andarsene per conoscere il mondo. Un racconto, dunque – scritto da Baliani per il figlio – che parla della carne, della morte, della libertà. In particolare, della differenza tra avere la libertà ed essere liberi. Un racconto che ha catturato subito Stefano Ricci, che disegnando il paesaggio di “Mary Sconta” ha intrecciato i suoi orizzonti attuali – quella che un tempo era la Germania dell’est – con le sue origini: l’Appennino bolognese.
Intervista a Stefano Ricci