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27 Marzo 2006 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°5-SAPORI D’ITALIA

La strada dei vini e dei sapori dei colli piacentini

E’ nel territorio centrale della provincia di Piacenza, tra le colline ricoperte di rigogliosi vigneti, che nasce la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini. Sono colline punteggiate di ville e castelli, centri e borghi antichi, alcuni dei quali toccati dalla Via Francigena, l’antica via dei pellegrini. E’ un territorio ricco anche dal punto di vista enogastronomico, qui, il bianco Ortrugo e il rosso Gutturnio si abbinano a salumi e formaggi di gran nome e di grande qualità, come il grana padano dop, il provolone valpadana dop e come il salame, la coppa e la pancetta tutti piacentini anch’essi a  marchio Dop e ai prodotti della terra come tartufi, patate, pomodori e le numerose varietà di quella frutta antica, pere e mele, che sopravvive orgogliosa alle moderne biotecnologie.


La Strada dei vini e dei sapori dei Colli Piacentini è accessibile da Fiorenzuola d’Arda o da Castel San Giovanni. Da quest’ultima porta si entra subito nel cuore pulsante delle terre del vino piacentino, a due passi dal Po e dal vicino Oltrepo Pavese. Castel San Giovanni, antico centro mercantile è il luogo di produzione dell’omonima robiola piccante. Qui inizia la salita della Val Tidone, lungo la via del gusto e dei castelli. Verso sud, con una puntata nell’antica Vicobarone, si entra nel territorio di Ziano Piacentino, fra colline ammantate di vigneti. Nelle cantine della zona si producono con sapienza antica la Malvasia  e l’Ortrugo, il Gutturnio, la Barbera e la Bonarda.


Da qui, sfruttando alcune diramazioni fra le colline di bassa valle, si giunge a Borgonovo Val Tidone, dove si potrà assaggiare la chis`ola, la tradizionale focaccia della zona.


Da Pianello, risalendo la valle, la Strada si spinge fino a Nibbiano, antico borgo che ancora conserva interessanti scorci medievali. Quassù, fra boschi che traboccano oltre i confini regionali, si possono facilmente trovare tartufi e frutti del sottobosco.


La strada a questo punto piega verso levante dirigendosi nella valle del Luretta, affluente del Tidone fino a incontrare la statale 45 che da Piacenza risale la Val Trebbia. Lasciandosi alle spalle i vigneti che producono le uve bianche per il Trebbianino Doc, si risale rapidamente la valle fino ad arrivare, in una conca del fiume, all’importante città d’arte di Bobbio, con l’antichissima abbazia di San Colombano, una delle principali sedi religiose dell’Italia altomedievale.


Bobbio è ricca di vegetazione e di acque, ma anche di tartufi e di funghi, ed è conosciuta come “città delle lumache”. Poco distante è il comune di Coli, punta meridionale estrema della Strada. Ieri antica cella monastica di San Colombano, oggi rinomato posto dove andare per funghi e castagne.


Ricongiungendosi all’asse principale del percorso a Rivergaro, si entra nella Val Nure,verso il borgo di Grazzano Visconti e da qui a Pontedell’Olio, sulle rive del Nure, luogo strategico e di transito del prodotto dei frantoi liguri da cui il nome Pontedell’Olio.


A questo punto l’itinerario del gusto piacentino fa un’ulteriore digressione a meridione fino ad arrivare a Bettola, centro rinomato per la produzione di salame e coppa. Da Pontedell’Olio la Strada punta verso il settore orientale della provincia piacentina e tra castelli e borghi incontra Velleia Romana una delle più importanti testimonianze archeologiche del nord Italia.

Scendendo ancora  e piegando verso est si entra nella bassa Val d’Arda e si giunge alla bellissima città d’arte di Castell’Arquato, un borgo medievale ancora intatto di grande impatto scenografico, dove si potrà gustare uno dei piatti più tipici della cucina piacentina, accanto ai buonissimi tortelli di ricotta, i famosi pisarei e faso’, gnocchetti di pasta conditi con un sugo di fagioli. Da non mancare un passaggio all’Enoteca comunale per un assaggio di Monterosso Doc.


La Strada dei vini adesso procede di nuovo verso monte, lungo l’antico tracciato della Via Francigena, raggiungendo Lugagnano Val d’Arda, rinomato centro di produzione della coppa piacentina. Attraversato l’Arda al confine col parmense incontriamo il borgo di Vigoleno, uno dei più belli di tutta la provincia; da qui si dominano i vigneti del Vin Santo Doc. Il viaggio sta per concludersi. Puntando verso nord-est, si entra nel territorio di Alseno e, dopo una visita al borgo di Castelnuovo Fogliani, si raggiunge il capoluogo collocato sulla Via Emilia col suo castello quattrocentesco.


Dopo tante colline, l’alta pianura chiude il percorso con un ultimo gioiello: l’abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba. La basilica e il magnifico chiostro sono di grande effetto, il luogo ideale per un appagante approdo e una nuova partenza.


Potete trovare tutte le informazioni turistiche, artistiche e gastronomiche sui siti www.strade.emilia-romagna.it e www.stradedeicollipiacentini.it

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