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26 Aprile 2006 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°9-SAPORI D’ITALIA

La Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara

La Strada dei Vini e dei Sapori della provincia di Ferrara è un itinerario totalmente pianeggiante che si sviluppa su tre distinti percorsi che, pur nella apparente uniformità del paesaggio, propongono  ambienti diverse. Il primo dei tre percorsi va alla scoperta del Po e dei suoi sapori, dall’anatra alla salama da taglio, fino alla rana, nel rincorrersi di frutteti, campi di cereali e pioppeti lungo le possenti arginature del Grande fiume.  Il secondo si addentra nelle antiche Corti estensi, attraverso le “capitali” della salama da sugo, dell’aglio, del riso e dell’asparago. Il terzo, infine, si tuffa nelle terre basse del Parco del Delta, dove si apre il mondo delle valli, fatto di canneti, impianti da pesca, aree boschive e del volo di migliaia di uccelli, dove si producono i vini Doc delle sabbie del Bosco Eliceo, leggeri e sapidi, protagonisti enogastronomici, insieme all’anguilla, di questo percorso.


La via del Grande fiume, parte dalle terre bonificate dell’Alto Ferrarese, dove sono ancora visibili le strutture difensive del periodo estense. Passiamo da Pontelagoscuro per un assaggio di mandorlini del Ponte, e lungo l’argine del Po, fra saliceti generosi di tartufo bianco, raggiungiamo i comuni di Ro Ferrarese e Berra. Da lì si raggiunge Mesola, caratterizzata dal suo bel castello che oggi è la capitale delle coltivazioni di asparago.


L’altra variante da Bondeno, punta verso Mirabello e poi a destra fino alla frazione di Madonna dei Boschi, una delle capitali della mitica salama da sugo. In direzione nord-est il percorso raggiunge poi Ferrara, costeggiando la parte meridionale della città fuori le mura sul Po di Volano. Dal capoluogo si prosegue lungo il corso del fiume verso levante, attraverso le campagne frutticole ferraresi, spingendosi a Codigoro e poi lungo la Romea fino alla bellissima Abbazia di Pomposa.


La via delle Corti Estensi, parte da Stellata, tocca Bondeno e poi si dirige verso sud, lambendo la provincia modenese fino a raggiungere Cento, patria del pittore Guercino. La Strada ritorna poi verso nord, toccando Buonacompra, dov’è d’obbligo un assaggio di salama da sugo, e raggiunge S. Agostino, rinomato per la buona raccolta di funghi e tartufi nel vicino bosco della Panfilia.


Il percorso si dirige nelle campagne a oriente e poi raggiunge la splendida Ferrara, città che si fregia del titolo di “patrimonio dell’umanità” conferitole dall’Unesco. Fulcro della città è il Castello estense, antica fortezza medievale, poi trasformata in residenza ducale. Notevoli anche palazzo Schifanoia, una delle più alte testimonianze dell’arte rinascimentale e palazzo Ludovico Il Moro. A Ferrara la gastronomia è quanto mai ricca e gustosa:  pasticcio di maccheroni, salama da sugo, pampepato e ciupeta si abbinano spesso ai piatti della tradizione ebraica cittadina. L’itinerario esce poi dalla città e punta verso levante. Toccata Quartesana, si raggiunge Voghiera, la patria ferrarese dell’aglio. L’aglio che rende unico il famoso salame all’aglio tipico di questa provincia da gustare con il pane, la coppia ferrarese che vanta il marchio Igp. Da lì si raggiunge  Tresigallo e poi Jolanda di Savoia, anticamente conosciuta come “Le Venezie” e poi verso oriente attraverso le risaie della Grande bonifica ferrarese si raggiungono Mesola, Copparo e si ritorna a Ferrara.


La via del Delta, come dice il nome va  alla scoperta delle mille attrazioni del Parco regionale del Delta del Po, un tuffo nella suggestione delle valli, fra natura, sapori e antiche tradizioni. Dal punto di partenza di Gorino, il percorso dirige verso ovest, fiancheggiando la spettacolare Sacca fino a raggiungere Goro, noto centro peschereccio dell’alto Adriatico. Da qui si prosegue attraversando la Riserva naturale del Gran Bosco della Mesola e poi, dopo aver lambito l’abitato di Bosco Mesola, ci si dirige a nord verso S. Giustina e da lì a Mesola. La strada ora punta verso la bellissima Comacchio, la “piccola Venezia”, nota per la pesca e la produzione del sale. In uno degli ambienti vallivi più belli d’Italia, sono molte le cose da vedere, dalle vecchie Saline alla necropoli etrusca di Spina, fino alla stazione Foce, punto di partenza per escursioni in barca all’interno delle valli alla scoperta degli antichi casoni da pesca.


La stazione ospita anche il Museo delle Valli con il “lavoriero” per la pesca dell’anguilla, di cui Comacchio è patria indiscussa. Qui l’anguilla la si può assaggiare in tutte le salse, compresa la versione marinata. Da Comacchio la Strada punta poi verso sud, entrando nel bacino bonificato del Mezzano, correndo lungo il suggestivo argine Agosta che costeggia interamente le Valli di Comacchio, una delle zone più belle di tutto il Parco del Delta. Lasciate le valli sulla sinistra, il percorso tocca Anita (nome che ricorda la morte della compagna di Garibaldi avvenuta qui) e poi – verso l’entroterra correndo sul confine ravennate in altre zone vinicole – Longastrino, San Biagio e infine Argenta. Da Argenta, dopo un assaggio di torta di tagliatelle, si prosegue verso nord-est e attraverso Ostellato si ritorna a Comacchio.


Potete trovare maggiori informazioni sul territorio e i prodotti tipici sul sito: www.strade.emilia-romagna.it

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