Cari ascoltatori in questa nuova puntata dedicata alle arti vogliamo parlarvi di pubblico, del pubblico emiliano romagnolo e del consumo di spettacolo, inteso come cinema, teatro, musica che fa della nostra regione una delle più vivaci in Italia.
L’Emilia Romagna infatti, si colloca al terzo posto per lo spettacolo dal vivo e per il cinema, sia per numero di rappresentazioni proposte che di pubblico, dopo Lombardia e Lazio che comunque vantano una maggiore popolosità considerati i grandi centri urbani di Milano e Roma.
L’Emilia-Romagna dispone inoltre di un ricchissimo patrimonio di 185 teatri e 274 sale cinematografiche diffuse in tutto il territorio senza considerare i 275 tra enti e istituzioni e di esperienze di grande rilievo, nei campi della prosa, della musica, della danza e della promozione cinematografica.
Se il consumo di cinema e teatro cala a livello nazionale, in Emilia Romagna cala ma in quota minore. Questo grazie a un’offerta diversificata capace di attirare un pubblico attento ai nuovi linguaggi e stimolare l’interesse crescente da parte delle nuove generazioni.
Per assistere agli spettacoli, nel 2005, gli abitanti dell’Emilia-Romagna hanno speso 49.278.696 Euro (con un incremento del 14,2% rispetto l’anno precedente) e hanno comprato 3.149.217 biglietti (nel quinquennio 2001-2005, si è registrato un aumento dell’8,4%). Complessivamente sono state proposte 18.724 rappresentazioni, con una crescita dell’1,5% rispetto l’anno precedente, mentre il dato nazionale segna una flessione del 2% dell’offerta.
Dalla mappatura delle imprese e delle sedi teatrali e cinematografiche, emergono elementi che confermano una grande ricchezza sul versante progettuale, produttivo e distributivo. Dicevamo che per lo spettacolo dal vivo sono stati censiti 275 soggetti che svolgono attività riconosciute: 112 per il teatro di prosa, 102 per il settore musicale, 21 per la danza e 40 tra agenzie di spettacolo e attività interdisciplinari. Le sedi che nel 2005 hanno operato con continuità nell’ambito dello Spettacolo dal vivo, sono state 185, distribuite in maniera equilibrata rispetto alle province, ma con una maggiore concentrazione nella provincia di Bologna. E’ da sottolineare che il 40% di esse sono di proprietà comunale ma gestite in convenzione con altri soggetti; va ricordato che proprio in questa regione sono nati i primi modelli per la gestione di spazi di spettacolo che prevedevano forme strutturate di collaborazione tra pubblico e privato.
A commento di questi dati lusinghieri, lasciamo la parola all’assessore regionale Alberto Ronchi che ci conferma l’impegno della Regione Emilia Romagna sui temi della cultura.