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26 Febbraio 2007 | Archivio / Prodotti tipici e sagre

N°49-SAPORI D’ITALIA

La strada dei vini e dei sapori dei colli di Imola.

La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli d’Imola si snoda per circa duecento chilometri tra le colline e le valli dei fiumi Santerno, Sillaro e Sellustra, con propaggini anche nell’alta pianura a nord della Via Emilia. Sono le valli più orientali della provincia di Bologna, nel territorio conosciuto come “circondario imolese”, ovvero la cerniera tra l’Emilia longobarda e la Romagna bizantina.


Territori ricchi di bellezze aspre e naturali di tipo carsico, ma anche di centri storici e culturali con  attrattive turistiche che hanno nell’Autodromo di Imola e nell’Enoteca Regionale di Dozza le principali tappe d’obbligo. Colline verdeggianti di vigneti fra borghi e murales, che antiche vie romane collegano con la vicina pianura delle terme e dei centri fortificati.


La tradizione vitivinicola è notevole, con un’ottima produzione di vini Doc e Docg, con Sangiovese e Albana in testa. Anche la gastronomia tipica non è da meno, con numerosi prodotti fregiati da marchi Igp, come scalogno, pesca, nettarina, marroni e carni di vitellone bianco. Il castrato, i salumi, i saporiti formaggi, la piadina romagnola, le minestre e i dolci completano l’offerta di un territorio non molto esteso, ma dai grandi sapori e da una diffusa cultura dell’ospitalità


Il tracciato di questa Strada parte da Ozzano Emilia, sentinella bizantina verso i confinanti territori longobardi. Da qui si piega verso sud e salendo verso le prime colline si attraversa il settore orientale del Parco regionale dei gessi bolognesi e dei calanchi dove le argille cedono il posto ad un paesaggio di tipo carsico. Si sale fino alla frazione di Settefonti per poi tornare sulla Via Emilia.


Dalla località di S. Nicolò si risale attraverso la piccola valle del torrente Quaderna, alla scoperta del grazioso borgo panoramico di Varignana e ancora più su, fino ad arrivare a Monte Calderaro, luogo panoramico con splendida vista sul paesaggio. Da qui di nuovo verso la pianura, passando da Vedriano e Liano, e si percorre la Via Emilia per un breve tratto fino a raggiungere il capoluogo di Castel San Pietro Terme e il suo attrezzato stabilimento termale. Qui la gastronomia ha i suoi prodotti forti nei formaggi tipici, come squacquerone e Castel San Pietro e nelle carni di castrato. Da non dimenticare il miele, la città è sede dell’Osservatorio nazionale sul prodotto, ottenuto sulle colline assieme ai primi vini romagnoli.


Da Castel San Pietro si prende per Medicina, patria della coltivazione della cipolla. Centro di antiche origini villanoviane, Medicina è conosciuta come “piccola capitale del Barocco” con ricchi monumenti e chiese.


Da Medicina verso sud-est, il passo è breve per raggiungere Castel Guelfo e da lì Imola, capoluogo del comprensorio. Vivace città con un bel centro storico e ricca di monumenti sebben amministrativamente sia emiliana, si sente profondamente romagnola per carattere e per tradizione e anche la cucina – dalla piadina al castrato – non fa eccezione.


Appena fuori città, la Strada propone una digressione verso sud-est, lungo il percorso collinare dei “Tre monti”. Un itinerario circolare inserito in un paesaggio di grande godibilità, fra estesi coltivi e vigneti da cui provengono i migliori vini Doc imolesi.


Usciti da Imola, Casalfiumanese è il primo comune che s’incrocia sulla valle coperta di coltivazioni di albicocche. Proseguendo, si giunge a Borgo Tossignano, immerso tra frutteti e vigneti. Una passeggiata sopra Tossignano permette di godere di un bel panorama sulla vallata e di compiere escursioni lungo gli spettacolari affioramenti della Vena del Gesso. Nella stessa zona, gli ultimi esemplari della tondina di Tossignano, gustosa drupacea della tradizione locale. Ancora risalendo la vallata del Santerno, si tocca Fontanelice. Nel territorio si producono ottimi vini, si mangia una gustosa pie’ fritta e, a cadenza biennale, si svolge un’importante mostra bovina, con protagonista la razza bianca romagnola.


Salendo ancora lungo la valle, la Strada propone Castel del Rio, comune a ridosso del confine toscano. Secolare possedimento della famiglia Alidosi, conserva di quel periodo l’imponente castello Alidosi, sede del comune, del Museo della guerra e del Museo del castagno, e il bellissimo ponte Alidosi, capolavoro ingegneristico “a schiena d’asino” sul corso del Santerno. Nonostante il capoluogo sia relativamente basso, il suo territorio porta ben oltre i 900 metri di altitudine. E’ qui che la Strada sale e valica il crinale con la valle del Sillaro, ed è qui che si possono vedere gli estesi castagneti in cui si raccolgono i famosi e saporiti marroni tipici.


Da Sassoleone il percorso dirige verso nord-est per cambiare vallata e, passando tra verdi pascoli, si entra nei panorami della val Sellustra. Si ritorna sulle prime colline e, dopo una visita al vicino e suggestivo borgo medievale di Pieve Sant’Andrea, ci si avvia a concludere il viaggio a Dozza, centro medievale di grande bellezza immerso fra le colline vitate dell’Albana.


Nel fortificato palazzo Malvezzi-Campeggi, ha sede l’ Enoteca regionale dell’Emilia Romagna, di cui abbiamo parlato in una precedente puntata. Qui, fra una passeggiata sulla piazzetta del borgo, un colpo d’occhio sulle colline coperte di vigneti e, naturalmente, le degustazioni dei vini all’Enoteca, si conclude degnamente il percorso di questa Strada.

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